Campobello, ex oleificio “Fontane d’Oro”: i chiarimenti dell’assessore

Campo di primo soccorso per lavoratori stranieri stagionali presso ex oleificio “Fontane d’Oro”: i chiarimenti dell’assessore Lillo Dilluvio

CAMPOBELLO, 13 DIC – In questi giorni a Campobello abbiamo apprezzato decadenti sproloqui di presunti intellettuali, di provetti aspiranti “investigatori” e seguaci sbiaditi del fotografo “Oliviero Toscani” che solo adesso, e non all’atto dell’emergenza, hanno avuto a cuore le sorti del campo di via Rosario. Nell’esprimere i propri commenti, questi cittadini, hanno dimenticato come si è arrivati all’apertura di Fontane d’Oro, premessa, a mio avviso, importante per capire quello che sino ad oggi si è fatto. Per meglio dire, dovremmo partire da quando questo fenomeno ha avuto inizio, facendo alcune opportune precisazioni utili a fare chiarezza e ad evitare quindi inutili speculazioni. Da circa quindici anni, se non di più, Campobello vive una rivoluzione agricola che ha visto la dismissione dei vigneti e degli agrumeti a vantaggio delle colture olivicole. Questo fenomeno ha prodotto la necessità di notevole manodopera in un lasso di tempo ristretto. L’allontanamento dei nostri giovani dal territorio per andare a studiare presso le università ha fatto sì, infatti, che ormai solo il capofamiglia si occupa e segue di persona la propria l’azienda agricola. Premesso ciò, è opportuno ricordare come la contrada Erbe Bianche, negli anni passati, ha visto la presenza di tanti lavoratori, che con mezzi di fortuna si accampavano in attesa di trovare un posto di lavoro per la raccolta delle olive. Le condizioni di vita di queste persone erano a dir poco ai limiti della dignità umana, fino a quando un gruppo di giovani volontari cercò di aprire un dialogo con la Commissione straordinaria che a quel tempo gestiva il Comune e che, in un primo momento, rimase indifferente alle ripetute richieste di aiuto da parte dei volontari. Successivamente, con il coinvolgimento dell’associazione Libera, nella persona del suo coordinatore provinciale, dott. Salvatore Inguì, si riuscì ad avere un importante dialogo con il dott. Leopoldo Falco, Prefetto di Trapani. Persona sensibile ai problemi sociali e, in particolar modo, alle sorti di questi lavoratori che sono diventati i nomadi del lavoro stagionale. Con la mediazione del dott. Falco, la Commissione straordinaria ha individuato il sito di Fontane d’Oro come luogo occasionale di primo soccorso da destinare all’emergenza. Arrivando ai giorni nostri e al campo che ha ispirato tanti intellettuali locali e non, che non sono stati mai visti all’interno del campo a suggerire soluzioni o a portare un gesto di solidarietà, anche quest’anno l’amministrazione ha dovuto organizzarne l’apertura. Nel frattempo il Prefetto Falco è stato trasferito e la dott.ssa Caruso, vice Prefetto di trapani, è stata incaricata di continuare a dirigere il tavolo tecnico composto anche dal sottoscritto, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Campobello di Mazara, dal dott. Salvatore Inguì, dalla prof.ssa Giovanna Di Stefano commissario del Comitato castelvetranese della Croce Rossa Italiana e da altri rappresentanti per ogni categoria. La dott.ssa Caruso, dimostrando grandi capacità organizzative, ha fatto da collante tra le parti indirizzando gli interventi necessari. Il comune di Campobello, nella persona del Sindaco Giuseppe Castiglione, si è assunto la responsabilità del campo con l’obiettivo di tutelare l’intera collettività campobellese da una situazione che altrimenti non sarebbe stata gestita, evitando che si formassero come in passato accampamenti selvaggi che avrebbero potuto estendersi a macchia di leopardo su tutto il territorio del Comune, creando quindi potenziali disagi per la salute pubblica e per l’incolumità dei cittadini. I volontari di Libera Angelo Giorgi e Giuseppe Di Stefano si sono, invece, occupati della gestione interna e la Croce Rossa si è occupata degli interventi sociosanitari. Il tutto si è svolto nella massima collaborazione e nel rispetto reciproco e ognuno ha mantenuto gli impegni assunti. Era chiaro a tutti che l’amministrazione non avrebbe potuto offrire un albergo a cinque stelle, per rimanere in tema di elezioni, ma di fatto ha garantito la ristrutturazione delle docce e dei bagni, che erano stati vandalizzati, la pulizia del sito prima dell’apertura e dopo la chiusura, l’ampliamento dell’impianto elettrico, che avrebbe permesso di distribuire l’energia elettrica all’interno del campo. Sempre l’Amministrazione ha inoltre supportato i volontari tutte le volte che si è presentata un’emergenza, cosa che il sottoscritto ha fatto puntualmente con la preziosa collaborazione dell’ufficio tecnico, nelle persone del dirigente Salvatore Montalbano e del geometra Fabio Castiglione, nonché delle imprese che si sono aggiudicate i lavori. Ma tutto questo certamente sarà sfuggito ai nostri intellettuali dalla “penna veloce” e dai giudizi affrettati. La Croce Rossa ha registrato più di 2250 interventi sanitari che hanno scongiurato il diffondersi di patologie che, se non curate, avrebbero potuto creare allarmi sanitari. È stato necessario effettuare ricoveri ospedalieri, si è dato un sostegno morale laddove è stato necessario. A rendere particolarmente critica la situazione, quest’anno, è stato il numero di presenze al campo che è lievitato da 700 unità dell’anno scorso a circa 1300, dato che rende ancor di più determinante il lavoro svolto dai volontari. Mi preme, inoltre, ricordare che, qualunque sia l’idea che ognuno di noi si è fatto in merito alla vicenda, in qualità di amministratore è mio dovere occuparmi della gestione di una criticità ed è altrettanto vero, come spesso ribadito anche dal Sindaco, che senza l’apporto di manodopera esterna il prodotto delle aziende agricole non potrebbe essere raccolto. È anche importante sottolineare che l’allestimento del campo deve essere visto esclusivamente come atto di condivisione con i problemi dei nostri concittadini agricoltori, che hanno questa importante esigenza di manodopera che, purtroppo, localmente non esiste più. Il Sindaco, tra l’altro, nei suoi interventi ha più volte evidenziato come il fatto di ricorrere a manodopera straniera/stagionale non faccia che impoverire l’economia della città. Auspichiamo, quindi, che già dall’anno prossimo gli agricoltori possano avvalersi solo ed esclusivamente della manodopera locale. Detto ciò, dopo la chiusura del campo avvenuta il 2 dicembre scorso, mi sento di rivolgere un doveroso plauso all’azione svolta dai carabinieri della locale stazione, in particolar modo al comandante Vincenzo Bonura, che ha sempre saputo dare un apporto e una collaborazione preziosa per la riuscita del progetto. Alla fine di ogni fatto è possibile sempre vedere le cose da due differenti punti di vista, a seconda della convenienza: il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Optare per la prima soluzione, come ha fatto una parte di facinorosi, vuol dire portare all’esterno un’immagine distorta dei fatti nel preciso intento di screditare il grande impegno profuso, ledendo in questo modo l’immagine dell’intera collettività.
L’Assessore alle Politiche Sociali Lillo Dilluvio

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