Napolitano si è dimesso. Ora la corsa per il Quirinale

 Pd: l’elezione al 4° o 5° scrutinio. Renzi: “Grazie Presidente”

napolitano436.jpg_415368877Giorgio Napolitano (Ansa)

ROMA, 14 GEN – Il presidente della Repubblica ha firmato pochi minuti fa la lettera di dimissioni, consegnata dal segretario generale Donato Marra ai presidenti delle Camere e al presidente del Consiglio. Giorgio Napolitano ha lasciato il Quirinale dopo quasi nove anni di mandato. Si apre così ufficialmente la corsa alla designazione del suo successore. Il presidente del Senato Piero Grasso ne svolgerà per il tempo necessario le funzioni. Renzi auspica che il futuro presidente sia “un arbitro di alto livello”. “#GraziePresidente”, è poi il tweet con cui il premier ha salutato Napolitano. L’ex Presidente: “Contento di tornare a casa” – L’inquilino del Quirinale del resto sembrava ormai attendere il momento. “Certo che sono contento di tornare a casa!”. C’è un che di liberatorio in questa ammissione che Napolitano consegna con franchezza ad una bambina che a piazza del Quirinale con candore gli chiede se non gli dispiacesse un pò lasciare un così bel palazzo. Il presidente uscente non ha mai nascosto il peso dell’età e le difficoltà crescenti a portare avanti i “gravosi” compiti richiesti dalla guida del Quirinale e spiega con semplicità che al palazzo dei papi “sì, si sta bene, è tutto molto bello ma si sta troppo chiusi, si esce poco”. “Quasi una prigione”, aggiunge forse pensando alla sua amatissima casa al rione Monti dove rientrerà finalmente dopo quasi nove anni passati al Colle.
Il suo ultimo messaggio – E’ stato il presidente delle riforme a tutti i costi, elegante e “pignolo”, come egli stesso ha confermato. Attento ad ogni dettaglio, lavoratore instancabile, profondo conoscitore della vita parlamentare e delle dinamiche politiche dell’intera storia repubblicana. E il suo ultimo messaggio agli italiani non poteva che essere nel solco del suo granitico “credo”: unità del paese e riforme. Gli italiani, ha ripetuto, siano “sereni” per il futuro e soprattutto “molto consapevoli della necessità, pur nella libertà di discussione politica e di dialettica parlamentare, della necessità di un Paese che sappia ritrovare, di fronte alle questioni decisive e nei momenti più critici, la sua fondamentale unità”.
Applausi alla Camera dopo la lettura della lettera del Presidente – A Montecitorio la presidente Boldrini ha dato lettura all’Assemblea della lettera con cui Napolitano le comunicava le proprie dimissioni e successivamente dello stesso atto di dimissioni. Mentre ciò avveniva Daniela Santanchè (Fi) ha avviato un applauso che però non ha avuto seguito. Alla fine della lettura dei documenti tutti i deputati della maggioranza si sono alzati in piedi per applaudire a lungo. Nessun movimento, invece, ai banchi della Lega.
Serracchiani: “Obiettivo del Pd elezione al quarto o quinto scrutinio” – L’obiettivo del Pd è arrivare all’elezione del futuro presidente della Repubblica “in tempi ragionevoli, al quarto o quinto scrutinio anche se non vogliamo dare numeri”, ha dichiarato il vicesegretario del Pd Deborah Serracchiani, al termine della segreteria, che conferma il timing per riuscire a mettere a segno la partita del Colle.
M5S: non lo rimpiangeremo – Giorgio Napolitano, “uno dei peggiori presidenti della Repubblica”, rinunci alla carica di senatore a vita: così, in una nota congiunta, i capigruppo M5S di Camera e Senato, Andrea Cecconi e Alberto Airola. Napolitano, per i presidenti dei parlamentari pentastellati, non è stato “garante” e per questo “non lo rimpiangeremo”. “Salutiamo il presidente, che ha giustamente dato le dimissioni dopo essere stato costretto dai partiti a risalire sulla sua poltrona, e lo invitiamo a essere coerente col processo di riforme che tanto ha sponsorizzato e a rinunciare quindi alla carica di senatore a vita”, affermano. “Abbiamo più volte denunciato il suo interventismo politico decisamente poco super partes e, di contro, lui non ha mai nascosto la sua palese ostilità nei confronti del MoVimento 5 Stelle. Dalle intercettazioni della trattativa Stato-mafia a tutte le leggi che ha firmato – la riforma Fornero su tutte – alcune delle quali risultate poi incostituzionali, Napolitano non è stato il garante che la Costituzione aveva previsto. Per questo – concludono – non lo rimpiangeremo”.
Orfini: “Grazie presidente” – “Grazie Presidente per la dedizione, lo stile, il senso delle istituzioni, il coraggio dimostrato in questi anni”, scrive il presidente del Pd Matteo Orfini su twitter.
Santanché: “Per fortuna scriviamo la parola fine” – “Bye bye Napolitano. Dopo nove anni, l’Italia si libera di un presidente che prima di entrare al Quirinale si è dimenticato di togliersi la giacchetta della sinistra. Colpevole, tra i colpevoli, di non aver fermato la persecuzione politica e giudiziaria nei confronti di Silvio Berlusconi. Per fortuna oggi scriviamo la parole fine!”, afferma Daniela Santanché di Forza Italia.
Franceschini: “Roccia in mezzo alle intemperie” – “Credo che dobbiamo esprimere un profondo senso di gratitudine verso il presidente Giorgio Napolitano. Ha svolto un lavoro straordinario in questi anni, come una roccia in mezzo a intemperie e bufere”, dice a sua volta il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini.
[redazione Tiscali]

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