[Il Punto] ll denaro fa girare il mondo, si dice…

bitcoin

di Elena Manzini

REDAZIONE, 17 FEB – Cosa succede se le monete vengono sostituite da Bitcoin, un codice in linea, di una criptovaluta che non può essere stampato, ne controllato direttamente dai governi o dalle banche centrali ma può essere inviato in ogni parte del mondo ad un basso costo e senza perdite di tempo?

Di certo, se anche il commercio inizierà ad accettarlo, ci sarà un grosso risparmio in termini di commissioni di intermediazione e un ridimensionamento del potere bancario tradizionale.

Bitcoin potrebbe essere di grande aiuto in quei paesi dove la maggior parte della popolazione non possiede un conto in banca, come negli stati dell’Africa sub-sahariana.

Grazie a questa nuova moneta, virtuale e peer-to-peer i costi di trasferimento sono drasticamente tagliati rispetto ai metodi tradizionali ed anche più veloce il trasferimento. Un esempio le transazioni tramite banche o PayPal che si volessero annullare richiedono quasi sette giorni, con Bitcoin circa 20 minuti.

Ma sita pianificando anche il lancio di “Value Remittances”, un servizio che permetterà alle persone di altri paesi di utilizzare Bitcoin per pagare acqua, elettricità, bollette telefoniche per i proprio famigliari. Tutto questo sta avvenendo in quel continente, l’Africa, che reputiamo sottosviluppato ma che ha dei cervelli pronti per mettersi all’opera e nella fattispecie in Ghana.

Non tutti erò sono ottimisti sul futuro di Bitcoin. I crypto-critici dicono che le tariffe associate con l’acquisto di cripto-moneta devono essere presi in considerazione quando si considera il costo delle rimesse. E poi non tutte le banche si sono dotate di Bitcoin per le aziende. Tant’è che può capitare che un cliente di una banca inglese per effettuare una transazione con Bitcoin debba prima trasferire i soldi dal proprio conto bancario su un conto di una società di Bitcoin in una banca europea. Ma per fare ciò devono pagare le spese del bonifico ed aspettare circa cinque giorni per avere i fondi. Non esattamente quel che si intende per transazione veloce. E poi c’è il problema della volatilità della valuta Bitcoin. Nel gennaio 2013 un Bitcoin valeva circa 13 dollari, è andato via via aumentando sino a dicembre per assestarsi sui 221 dolalri più o meno attuali. Così può capitare di inviare 200 dollari a qualcuno che poi però in realtà, a seguito delle oscillazioni, si ritroverà un valore di 150 dollari. Ecco che per ora Bitcoin può dirsi un ottimo mezzo di pagamento per coloro che hanno dimestichezza con i merati finanziari e che si aggiornano costantemente sui prezzi delle valute.

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