[Il Punto] EXPO 2015: BLUFF OPPURE OCCASIONE DI RILANCIO PER L’ITALIA?

di Elena Manzini

expo 2015

REDAZIONE, 10 APR – Mancano pochi giorni all’ *Evento* che dovrebbe rappresentare una sorta di rilancio per l’Italia che sino ad ora ha fatto parlare solo per gli scandali, per le mazzette, per le infiltrazioni camorristiche e per il folklore, nonché per l’arrivo di un gran numero di prostitute (le uniche che forse faranno affari).
Ad oggi si si sa che saranno 140 i Paesi presenti, almeno 20 milioni di visitatori attesi. Ma com’è visto all’estero l’Expo? Soprattutto i media non paiono dare rilevanza al tema fondamentale, “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”, al massimo due righe relegate a fondo pagina. Viene invece confinato in una specie di cornice gastronomico-turistica.
La corruzione e le illegalità che aleggiano attorno all’esposizione milanese hanno spinto molte testate estere, come il settimanale francese Nouvel Observateur, a parlare di una nuova “Mani Pulite”, mentre altri giornali diverso tempo fa scrivevano del rischio di infiltrazioni mafiose. Da citare i testi del giornalista Guy Dinmore, ex inviato del Financial Times, che già nel 2012 che riportavano della presenza della “Ndrangheta negli appalti lombardi”. Il quotidiano francese Le Monde scriveva di un “sistema di corruzione diffuso”.
Non da meno è la minaccia terroristica con l’associazione Expo-Giubileo.
Anche il monito di Papa Francesco contro il “paradosso dell’abbondanza”, e l’invito ad” eliminare le cause strutturali della povertà” non ha avuto risalto sui media internazionali, se non da parte dell’Associated Press.
Oltre alle notizie che in un certo senso “devastano” il nostro Paese, l’attenzione dei giornalisti esteri si è andata via via concentrando sui contorni anziché su tema fondamentale dell’evento: dal tasso di innovazione architettonica dei vari padiglioni combinato alla sostenibilità ambientale, dalle 52 mete turistiche (in una classifica del New York Times) ai restauri e riqualificazione di Porta Nuova, della Darsena e dei Navigli, dai programmi del Teatro alla Scala a Giorgio Armani come ambasciatore ufficiale della manifestazione, dai benefici derivanti dalle riforma fiscali e burocratiche del Governo Renzi (soprattutto per i Paesi latinoamericani) alla carenza strutturale proprio del sito dell’Expo.
Nota positiva per le testate straniere la possibilità di un aumento del Pil italiano dello 0,1 percento e la speranza, che l’Expo “serva da esempio per uno snellimento della burocrazia, perché ha dimostrato che si possono effettivamente rendere più semplici le procedure legate ai visti e alle dogane”.
C’è da sperare che oltre alla gastronomia, ai padiglioni e alle curiosità, l’attenzione venga anche rivolta ai temi forti dell’esposizione, che ambisce a consegnare al mondo la Carta di Milano.

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