Trapani, In provincia circolano circa 200mila veicoli privi di copertura assicurativa

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REDAZIONE, 01 DIC – Come già da tempo è stato divulgato dai media, a far data dal 18 ottobre 2015 non è più obbligatorio per i veicoli circolanti esporre il contrassegno di assicurazione. Novità di non poco conto, poiché dietro di essa si cela un nuovo sistema di controlli adottato dalle forze dell’ordine. In sostanza, attraverso la targa del veicolo, sarà possibile interrogare le varie banche dati e verificare, immediatamente, se per quel determinato veicolo esiste una valida copertura assicurativa, se è stato sottoposto alle prescritte visite di revisione (la prima quadriennale e le successive biennali) e se, infine, il veicolo è interessato da un provvedimento di fermo o sequestro amministrativo. La novità si inserisce nel quadro della digitalizzazione che si cerca di portare avanti da anni in Italia nonché per porre fine al fenomeno, alquanto diffuso, dei contrassegni assicurativi contraffatti, che se stampati con una buona stampate laser a colori risultano essere in tutto e per tutto identici agli originali. Alcune statistiche confermano che, in provincia, alquanto numerosi sono i veicoli sprovvisti di regolare copertura assicurativa, poiché il loro numero sarebbe vicino alle 200.000 unità. Probabilmente, in tale numero, sono considerati anche veicoli che non circolano ma che rimangono a disposizione dei loro proprietari, che li custodiscono all’interno di adeguate aree private, ma è innegabile che il fenomeno ha proporzioni enormi ed è alimentato dalla grave crisi economica che, negli ultimi tempi ha attanagliato le famiglie italiane, che preferiscono utilizzare le loro modeste entrate per altri scopi, ritenuti più essenziali rispetto all’acquisto di una polizza assicurativa per i veicoli di loro proprietà.   

Guida senza assicurazione 

       CHE COS’È

L’obbligo dell’assicurazione per la responsabilità civile è imposto dal Codice della Strada a tutti i veicoli a motore (filoveicoli e rimorchi compresi) non circolanti su rotaie.

Commette quindi un illecito chiunque immetta in circolazione uno di questi veicoli sprovvisti della prevista copertura assicurativa contro la responsabilità civile.

La sanzione è di tipo pecuniario ed oscilla tra un minimo di euro 848 ad un massimo di euro 3.393 (Codice della Strada,  articolo 193).

COME SI FA

Per incorrere nell’illecito di cui si tratta, è sufficiente che il veicolo per il quale non è stata attivata alcuna copertura assicurativa sia stato “posto in circolazione”.

Si può essere sanzionati, quindi, per “guida senza assicurazione” anche se il veicolo è meramente parcheggiato su una pubblica via o su un’area ad essa equiparata o anche se viene spinto, ad esempio, con le gambe dal conducente, senza che il veicolo stesso sia in moto. La sanzione scatta, sebbene in misura ridotta ad un quarto, anche se il premio assicurativo sia pagato nei 15 giorni che decorrono dalle ore ventiquattro del quindicesimo giorno successivo a quello della scadenza stabilita per il pagamento dei premi successivi al primo. In questi casi, infatti, si rende nuovamente operativa quella copertura assicurativa che era in vigore in forza del precedente pagamento del premio e che era rimasta “sospesa” in attesa, appunto, del versamento del nuovo premio. Essendo questa una situazione meno grave rispetto a quella della totale mancanza di polizza, l’importo della sanzione è, appunto, ridotto ad un quarto.

CHI

Risponde di guida senza copertura assicurativa sia chi abbia condotto in circolazione il veicolo sia il proprietario o l’usufruttuario dello stesso (cosiddetto principio di solidarietà). Esiste invero una responsabilità solidale del proprietario o dell’usufruttuario che può essere superata solo se egli dimostri che la circolazione del veicolo sia avvenuta contro la sua volontà.

FAQ

Cosa può fare il danneggiato da un sinistro procurato da un veicolo sprovvisto di copertura assicurativa contro la responsabilità civile?

Se chi ha provocato l’incidente, quindi proprietario o conducente del veicolo sprovvisto di assicurazione obbligatoria, non ha mezzi economici sufficienti a risarcire il procurato danno, si può richiedere il relativo risarcimento al cosiddetto Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

In caso del sequestro del veicolo, cosa si può fare per rientrarne in possesso?

L’interessato deve effettuare il pagamento della sanzione in misura ridotta (ossia nella misura minima prevista dalla norma), corrispondere il premio di assicurazione per almeno 6 mesi e garantire il pagamento delle spese di prelievo, trasporto e custodia del veicolo sottoposto a sequestro. Dopo di che l’organo di polizia che ha accertato la violazione dispone la restituzione del veicolo all’avente diritto dandone comunicazione al Prefetto. Se invece nei termini previsti non è stato proposto ricorso e non è avvenuto il pagamento in misura ridotta, l’Ufficio o Comando da cui dipende l’organo accertatore invia il verbale al Prefetto e il veicolo è sottoposto a confisca. Il verbale costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa prevista e per le spese di procedimento.

Oltre al pagamento della somma, chi viola l’obbligo della copertura assicurativa incorre in altri tipi di sanzioni?

Sì. Si va incontro anche al sequestro del veicolo e, in alcuni casi, anche alla confisca di esso. L’articolo 193 del Codice della Strada prevede infatti che la circolazione del veicolo sprovvisto di copertura assicurativa sia fatta immediatamente cessare e che lo stesso sia depositato in luogo non soggetto a pubblico passaggio; luogo che, in caso di particolari condizioni, può essere concordato tra l’organo accertatore ed il trasgressore. Laddove il veicolo sprovvisto di assicurazione ed intestato al conducente abbia circolato con documenti assicurativi falsi o contraffatti, è sempre disposta la confisca amministrativa.

Quando il proprietario del veicolo sprovvisto di copertura è esonerato da responsabilità?

Quando abbia dimostrato che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà. La Corte di Cassazione ha peraltro ritenuto che tale condizione di esonero della responsabilità può dirsi integrata anche dalla dimostrazione di avere trasferito la proprietà e quindi perduto la disponibilità del mezzo, in quanto in tal caso non è possibile esprimere alcuna volontà in ordine all’uso del bene (Cassazione 5229/1994). “Non osta” hanno precisato i Giudici “a tale dimostrazione il fatto che il trasferimento della proprietà del veicolo non sia stato iscritto al PRA e che, quindi, al momento del fatto il veicolo risulti, in tale pubblico registro, ancora intestato al precedente proprietario. Tali iscrizioni, infatti, costituiscono forme di pubblicità-notizia, finalizzate a dirimere conflitti tra più acquirenti, ed ai fini della responsabilità derivante da fatti connessi alla circolazione stradale costituiscono una presunzione semplice, contro la quale è ammessa la prova contraria (Cassazione 3340/1999; 1226/1999)”.

[redazione – professionisti.it]

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