SANTA NINFA, 22 APR – Tosta, anzi tostissima. E la sua partita, disperata, quasi impossibile, l’ha vinta. Francesca Vaccara, 28 anni, di Santa Ninfa in provincia di Trapani, e’ il simbolo di una forza di volonta’ che va oltre i limiti, una speranza per tanti, a non arrendersi di fronte ad una grave lesione al midollo spinale che ha cambiato la sua vita. E’ tornata a vivere, e sara’ fra i testimonial piu’ intensi e significativi della ‘Partita della vita’, il 6 maggio allo stadio “Renzo Barbera” di Palermo, a sostegno delle cure alle mielolesioni.
E’ il 18 dicembre 2014 quando Francesca percorre in auto, da sola, la strada provinciale che collega Santa Ninfa con Partanna per andare al lavoro; e’ impiegata in una stazione di rifornimento carburanti. Il percorso lo conosce a memoria. Improvvisamente pero’ perde il controllo della sua auto, che si ribalta e la proietta fuori dall’abitacolo, attraverso il finestrino. Subito capisce che qualcosa di grave e’ successo: non sente piu’ il controllo delle gambe. La sua vita sta gia’ cambiando, ha riportato uno scoppio delle vertebre.
Nel giro di poche ore si trova catapultata prima al pronto soccorso di Castelvetrano e poi a Villa Sofia, a Neurochirurgia, dove nella notte viene operata d’urgenza. La situazione e’ gravissima, e’ destinata a diventare tetraplegica, quindi con una paralisi totale dei quattro arti, senza la possibilita’ di stare nemmeno seduta su una sedia a rotelle. All’inizio nessuno le dice in pieno quello che ha avuto e quello che l’aspetta. Nei primi tempi non ha piu’ alcuna autonomia, non riesce a girarsi nel letto, non riesce a mangiare da sola, non riesce ad aprire una bottiglia d’acqua. Non ha piu’ una vita. Ma lei non si arrende. Sostenuta da una grande forza d’animo, da una famiglia che la sorregge, da un fidanzato, Vito, ufficiale di macchine nelle navi, con il quale avevano iniziato a parlare di matrimonio. Inizia il percorso di riabilitazione a Villa delle Ginestre, a Palermo, ma sono veramente pochi quelli che credono in una sua ripresa, oltre naturalmente a lei stessa. Villa delle Ginestre diventera’ la sua casa per un lungo, lunghissimo anno. Li’ trova, per sua stessa ammissione, una famiglia, che le da’ forza e speranza giorno dopo giorno e la sostiene dal punto di vista mentale e psicologico. Lavora duramente Francesca, lavora di fisico e di testa, riesce superare paure e incertezze, e dopo un anno ritorna a rivedere la luce. Dopo Villa delle Ginestre, prosegue la sua “battaglia” a Montecatone vicino ad Imola, dove in un centro specializzato c’e’ l’esoscheletro, un’apparecchiatura robotica, per la riabilitazione neurologica, per i disturbi dell’equilibrio e della postura. Parte per Montecatone da sola, perche’ lei vuole cosi’ malgrado il parere ovviamente contrario della famiglia e di Vito. Ma la sua testardaggine e il suo orgoglio hanno ancora la meglio. Nella struttura romagnola, al suo arrivo, nessuno puo’ credere che abbia affrontato il viaggio da sola, ma e’ cosi’. A Montecatone restera’ altri quattro mesi. Francesca riacquista ora una sua autonomia. Puo’ stare seduta sulla sedia a rotelle, si sposta da sola, mangia e si veste da sola. Ritorna, incredibile ma vero, ad avere sensibilita’ nelle gambe e riesce addirittura a rimettersi in piedi, a camminare. Ma ancora le gambe non la sorreggono a lungo e per adesso deve “accontentarsi” della sedia a rotelle, che e’ gia’ un grande risultato, considerata la situazione di partenza. “Ma io non mi accontento – dice – voglio andare avanti. La mia vittoria piu’ grande e’ stata non mollare mai con la testa e cosi’ voglio continuare. Il mio obiettivo e’ rimettermi in piedi e abbandonare la sedia a rotelle”. A dicembre scorso ritorna per un altro mese di lavoro a Villa delle Ginestre, e due mesi prima e’ a Messina, all’Ospedale Piemonte come testimonial dell’esoscheletro, il primo che arriva in Sicilia, insieme al portiere di calcio Marco Storari.
Intanto dopo due anni di duro lavoro riabilitativo, incomincia a pensare anche ad altro. C’e’ un progetto di matrimonio da riprendere con Vito, suo partner da sette anni, che la segue passo passo. I preparativi sono in corso, ma lei guarda sempre avanti, pensa anche a tornare a lavorare, e soprattutto vuole riavere le sue gambe. La sfida di Francesca continua e il 6 maggio sara’ al Renzo Barbera, li’ in prima fila con il suo Vito, per raccontare la sua storia, per sposare, ancor prima del fidanzato, una grande causa che e’ anche la sua. Per dire a tanti che davvero si puo’.

agi.it

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