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Pantelleria, Concluso il 22° congresso degli enologi siciliani

PANTELLERIA, 12 LUG – Punti di forza e criticità della produzione vitivinicola dell’isola di Pantelleria quale esempio di viticoltura eroica e luogo d’origine di rinomati vini, sono stati i temi che hanno affrontato gli enologi siciliani nel corso del 22° Congresso Regionale che si è concluso domenica scorsa nella splendida “perla del mediterraneo”.

Dopo l’avvio dei lavori, curato dal Presidente regionale Giacomo Manzo, interessanti sono stati gli interventi del prof. Domenico Pocorobba, dirigente dell’Isiss “Abele Damiani” di Marsala, e della prof.ssa Stefania Chironi, vice coordinatrice del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia di Marsala, i quali hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra Assoenologi e l’apparato della formazione vitivinicola siciliana.

Il Dott. Giacomo Gagliano, direttore dell’I.C.Q.R.F. (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari) ha invece sottolineato l’importanza dei controlli realizzati dall’ispettorato a garanzia della qualità dei prodotti commercializzati.
Erano presenti al convegno anche il Sindaco di Pantelleria, Salvatore Gabriele, e l’Assessore comunale al ramo, Graziella Pavia, i quali hanno evidenziato la necessità di una sempre maggiore sinergia tra gli enologi e l’amministrazione locale per sostenere le Doc che sull’isola rivestono un importante ruolo sia sociale che produttivo. Quest’ultimo argomento è stato ulteriormente approfondito dal giornalista Salvatore Gabriele, direttore di “Pantelleria Internet”, che ha fatto un excursus sulla storia vitivinicola dell’isola evidenziando il drastico calo della produzione e dei prezzi dagli anni ’70 ad oggi.

Prezioso e apprezzabile è stato il contributo tecnico apportato dagli enologi Nicola Poma e Antonino Santoro, entrambi esperti della viticoltura dell’isola. Poma, infatti, si è soffermato sulla produzione media dell’isola, ottenuta prevalentemente da uve zibibbo, che si aggira mediamente intorno ai 25/30mila quintali annui, a differenza dell’annata in corso nella quale si prevede, causa siccità, un calo produttivo significativo. Santoro, invece, si è soffermato sugli aspetti economico-gestionali della filiera vitivinicola pantesca, sostenendo che per una buona conduzione di un ettaro di vigneto sono necessarie da 120 a 150 giornate lavorative, contro le 30 giornate normalmente necessarie sulla terraferma che comportano, quindi, un costo di produzione circa 5 volte superiore.

Nel corso delle giornate non sono mancati momenti di approfondimento sui vini dell’isola attraverso degustazioni di produzioni enologiche locali nel corso delle visite alle rinomate aziende pantesche, quali le cantine Pellegrino, Donnafugata e Miceli, e dei relativi vigneti.

“Siamo soddisfatti di come si sono svolti i lavori, delle tematiche affrontate e soprattutto della partecipazione e dell’interesse suscitato tra i nostri associati. I vini di Pantelleria” – ha concluso il Presidente di Assoenologi Sicilia, Giacomo Manzo – “sono noti ed apprezzati e rappresentano un patrimonio non solo per l’isola ma per tutto il mondo vitivinicolo. Occorre valorizzarli mettendo in piedi progetti concreti che coinvolga tutti i componenti del processo produttivo”.

di Massimiliano Barberamassimiliano barbera (1)

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