La proposta del MSFT: Ma quale buona scuola, torniamo a Gentile

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TRAPANI, 12 DIC – La buona scuola di Renzi? Un brodino inutile. L’unica soluzione è tornare alla riforma Gentile. In mezzo secolo – scrive Messina – saranno state sette o otto e tutte hanno ottenuto risultati opposti a quelli sperati. Anziché migliorare il funzionamento dell’istruzione, l’hanno peggiorato; ed è un miracolo che non l’abbiano annullato: significa che l’impianto è solido, neppure i politici sono stati capaci, nonostante l’impegno, di demolirlo.

Fortuna quindi che il fascismo concepì sul serio una buona scuola, un sistema resistente e funzionante che nessuno è riuscito a cancellare in toto. Peccato quindi non averlo lasciato stare il sistema scolastico così com’era perché, spiega Messina: Ho citato i casi di Moratti e Gelmini perché relativamente recenti; ma anche in passato qualsiasi governo avventuratosi nell’imbroglio scolastico ha fallito.

Cosicché l’apparato pedagogico italiano, nonostante una miriade di revisioni, non è all’altezza dei tempi: via via si è trasformato in una sorta di ammortizzatore sociale.

Sebbene a Renzi piaccia presentarsi come colui che risolve i problemi, va a finire che puntualmente riesce solo ad aggravarli, questi annosi problemi. La scuola – commenta Messina – non istruisce più: è un diplomificio che rilascia pezzi di carta inservibili. Poi ci lamentiamo del declino inarrestabile che ci condanna all’arretratezza. Ecco perché le riforme, a prescindere dal contenuto, sono brodini.

Un modo per uscire da questo tunnel senza uscita in cui sembrano essersi ficcati tutti i governi italiani del dopoguerraci sarebbe, ma nessuno ha il coraggio di adottarlo. L’unica soluzione sarebbe quella di ripristinare il sistema ideato da Giovanni Gentile, che era perfetto, e alla base ha resistito ai colpi d’ascia infertigli da parecchi governi democratici e pasticcioni, inconsapevoli del vero morbo di cui soffre l’educazione patria. A guerra finita fu assassinato perché ideologo fascista, per quanto innocuo. Riesumarne i criteri applicati all’istruzione sarebbe saggio, ma proprio per questo nessuno oserà procedere. D’altronde, l’Italia ha mutato pelle e anima: non ha il coraggio di riconoscere i propri errori e porvi rimedio.

Tornare alla riforma del ventennio fascista, attualizzandone senza stravolgerne i contenuti, vorrebbe certamente dire avere coraggio, ma non solo: significherebbe pensare la scuola come il volano della rinascita nazionale. Proprio perché come suggeriva Gentile: “Lo Stato non si restaura se non si restaura la scuola.”

[fonte: Comunicato]

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