Il Satiro sotto la cupola del Sant’Egidio Mazara.

Il progetto per sistemare l’opera. La direttrice Li Vigni: «Siamo contrari ad altre trasferte»

satiro

MAZARA, 21 LUG – Presentato mercoledì mattina, al Museo del Satiro, il catalogo «Archeologia dell’Islam in Sicilia». Si tratta di un catalogo, curato da Alessandra Bagnera, studiosa di arte islamica e promosso dall’assessorato regionale ai Beni Culturali e dal Museo Regionale Pepoli. A presentarlo è stata la direttrice del Museo Valeria Li Vigni.

La pubblicazione raccoglie la storia e l’analisi dei reperti della sezione archeologia della mostra “Islam in Sicilia” che da fine dicembre è visitabile presso l’ex Collegio dei Gesuiti, sempre in piazza Plebiscito. Si tratta di una cinquantina di reperti, fra questi anche alcuni ritrovati in una fornace araba nel territorio mazarese; sono tutti riconducibili al periodo strettamente arabo della Sicilia, cioè dall’827 al 1030. La mostra, oltre a di cinque opere “en plein air” del maestro Pietro Consagra, prestate dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina, era stata allestita nell’ambito di un itinerario culturale inaugurato in occasione del ritorno del Satiro Danzante dopo il prestito alla Royal Academy of Arts di Londra. La Li Vigni, in quest’occasione ancora una volta ha ribadito la necessità che la statua bronzea non lasci più il suo museo, e ciò per ragioni prettamente economiche; infatti dopo la debacle di visite al museo nei tre mesi della trasferta londinese, nei primi sei mesi di quest’anno si sono registrate – secondo quanto annunciato dalla direttrice Li Vigni – circa 20.000 visite; un altro motivo riguarda i rischi di usura della statua a seguito del suo trasporto. La direttrice ha poi annunciato la prossima firma di un decreto regionale di un finanziamento di circa 450.000 euro, con fondi europei del Por, per l’adeguamento del Museo del Satiro. A dirigere il progetto museografico sarà l’arch. Luigi Biondo.
«Il Satiro – ha spiegato Li Vigni – sarà allocato sotto la cupola dell’ex chiesa di Sant’Egidio, trasformata in museo; la statua sembrerà sospesa in aria per rappresentare al meglio la sua posa dinamica. Inoltre – ha aggiunto – il Museo sarà dotato di un adeguato sistema di climatizzazione. Infine arricchiremo gli spazio con un nuovo allestimento museo grafico, grazie anche ad alcuni ritrovamenti, come la chiglia di un imbarcazione punica ritrovata non lontana da Capo Feto».
Proprio per la possibilità di ritrovare altri reperti in quell’area, la Li Vigni si è espressa negativamente sulla richiesta di realizzazione di un parco eolico off-shore a circa tre miglia da quella costa; sul progetto ancora però non si è espressa la Soprintendenza ai Beni Culturali alla quale, secondo un nuovo indirizzo regionale, sembra nuovamente passata la competenza dello stesso Museo del Satiro Danzante.

scritto da Francesco Mezzapelle – La Sicilia

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