[Il Punto] La politica dello sviluppo rurale

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REDAZIONE, 04 DIC -Le proposte dei regolamenti per la Pac 2014-2020 confermano l’impianto della politica di sviluppo rurale consolidato. Le politiche europee hanno affidato agli Stati aderenti alla Ue ed anche alle Regioni i compiti di definire le scelte strategiche ed assicurare l’amministrazione della governance multilivello orientata, cofinanziata e controllata a livello europeo.
Sei sono le nuove priorità di politica di sviluppo rurale:
* Trasferimento delle conoscenze in agricoltura quindi valorizzazione del capitale umano, dell’innovazione e della ricerca
* Competitività dell’agricoltura e vitalità delle aziende: ovvero puntando sulla diversificazione delle colture, sulla ristrutturazione delle aziende, sul ricambio generazionale e sul mercato
* Organizzazione delle catene alimentari e gestione del rischio: ovvero catene alimentari corte, promozioni, integrazione e qualità.
* Preservare e migliorare gli ecosistemi dipendenti dall’agricoltura rispettando acqua, suolo, paesaggio e la biodiversità
* Transizione verso una low carbon economy con particolare attenzione all’uso dell’acqua, al riciclo dei rifiuti alla emissione-sequestro dell’anidride carbonica
* Sviluppo del potenziale occupazionale e sviluppo rurale che consta in job creation, inclusione sociale, sviluppo locale, diversificazione.
Ci sono però delle condizionalità ex-ante per quanto concerne lo sviluppo rurale. Innanzitutto l’esistenza di una strategia per l’innovazione e la sufficiente capacità di assistenza tecnica. A seguire misure atte ad incentivare e facilitare l’avvio di attività imprenditoriale: priorità quindi la competitività, le catene alimentari e la gestione del rischio. Non da meno le buone condizioni agronomico-ambientali con la definizione di criteri elementari per l’uso di fertilizzanti e protezione dell’ambiente con la conseguente salvaguardia degli eco-sistemi. Particolare attenzione è rivolta alle politiche per la riduzione e l’emissione del gas serra, puntando a politiche per il risparmio energetico, per la tariffazione dell’acqua, piani di gestione dei rifiuti e promozione delle energie rinnovabili. Per sviluppare le zone rurali si punta agli incentivi per chi decidesse di avviare attività economiche, a facilitare l’accesso a Internet per le nuove generazioni. Gli Stati membri sono chiamati all’efficienza amministrativa e a mettere in pratica seri criteri di selezione dei progetti di sviluppo.

di Elena Manzini –

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