[Il Punto] Arriva la “Tassa sull’altitudine”

agricoltura-300x199CAMPOBELLO, 25 NOV – Come se non bastassero tutti i balzelli che vanno a pesare sul comparto del Settore Primario, si prospetta all’orizzonte una ennesima tassa: “Tassa sull’altitudine”. Capisco la fantasia ma quando non diventa ridicola ed assurda. Grazie, si fa per dire, al Governo Renzi è presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze è in corso uno studio sui terreni che dovran pagare “l’altitudine”. In base al Decreto Legge 66/2014 dovranno essere individuati i Comuni nei quali, a partire dal periodo di imposta del 2014, si dovranno applicare esenzioni o tassazioni in base all’altitudine. E siccome le cose “non sono già abbastanza complicate di loro” si prevede una eventuale diversificazione fra terreni posseduti da coltivatori diretti ed imprese agricole, iscrizione alla previdenza agricola ovviamente con l’intento di ottenere il maggior “ricavo possible” e comunque non inferiore a 350 milioni di euro già nel 2014.
La cosa più assurda è che vengono pertanto tassati i “beni strumenti” ovvero i terreni sono i beni strumentali per l’agricoltura (non si sono mai viste nascere colture in aria). A tutto questo si va ad aggiungere il pagamento Imu ( e qui si completa il paradosso): esenti i terreni posti ad un’altitudine di almeno 600 metri.Tra i 280 (chissà perchè non potevano essere 200 o 300) ed i 600 metri esenti i terreni dei coltivatori diretti o imprese agricole. Però finoa 280 metri dovrebbero pagare tutti. Nella sostanza: una bella randellata per gli agricoltori dopo un’annata tutt’altro che facile a causa del clima e dalle perdite in quasi tutti i comparti produttivi. Armiamoci di altimetro ed andiamo a vedere a quale altezza è posta una vite…

di Elena Manzini

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