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Tolleranza zero in Svizzera per gli italiani. Multata per divieto di sosta una lavoratrice italiana è licenziata per avere offeso la polizia svizzera sui social

Uno sfogo a cui hanno fatto seguito le scuse, ma era già troppo tardi.A confermarlo è il portavoce dell’azienda

L’esternazioni anti-immigrati italiani in Svizzera anche per opinioni sui social. Quando c’è di mezzo il razzismo neanche una critica espressa su Instagram ci sta. In quel caso bisogna applicare la regola della tolleranza zero. Una giovane frontaliera italiana che, attraverso un video diventato virale sui social network, aveva offeso la polizia svizzera, è stata licenziata. A confermarlo è il portavoce della grossa azienda di livello internazionale, con sede nel Luganese, per cui la ragazza lavorava. «Nella nostra ditta, spiega ,  l’integrità e il senso di responsabilità giocano un ruolo importante. Così come il buon comportamento». Il portavoce dell’azienda, che definisce discriminatorie le frasi pronunciate dalla ragazza, chiede la tutela della privacy della donna. In modo da non comprometterne il suo futuro professionale. «Non potevamo non intervenire. Lavoriamo con clienti nel settore finanziario. Questo comportamento era inaccettabile anche ai loro occhi. Non c’erano più i presupposti per proseguire la collaborazione». E così la giovane italiana avrebbe lasciato la società con effetto immediato. «Questa situazione non è facile per nessuna delle parti coinvolte. Vogliamo anche chiarire che le opinioni espresse nel video non sono in alcun modo in linea con quelle della nostra azienda. La nostra è un’azienda aperta. Sproniamo il rispetto dei nostri dipendenti per i clienti, per i colleghi e per le altre persone presenti sul territorio».Quando si dice metterci la faccia… La ragazza, in un video se l’era presa con la polizia svizzera per averla multata in un parcheggio. Non solo. Aveva definito i poliziotti svizzeri ignoranti e razzisti. A suo dire, l’unica persona sanzionata sarebbe stata lei, a causa della sua auto targata Italia. La giovane, nel video, mostrava il suo volto proprio mentre insulta pesantemente la polizia. L’episodio sembra non essere isolato, commenta Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il licenziamento “è un fatto grave”. Se c’è stata offesa o vilipendio si adiscano le vie legali. Com’è che si possono insultare i poveretti e non accade nulla ma se si insultano i potenti si viene licenziati? Quindi si licenzieranno tutti quelli che d’ora in avanti diranno italiani di merda, francesi di merda, tedeschi di merda, albanesi di merda, negri di merda.

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