Palermo, operazione “Cuci e Scuci”: appalti pubblici truccati, in arresto imprenditori e funzionari

In corso una imponente operazione della Polizia di Stato a Palermo, denominata “Cuci e Scuci“: sono in via di esecuzione numerose misure cautelari, emesse dal Gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di  imprenditori e di Funzionari della Pubblica Amministrazione, “nelle vesti, rispettivamente, di corruttori e corrotti e che, per le loro condotte illecite accertate, dovranno rispondere a vario titolo dei reati di corruzione, falso in atti pubblici e truffa aggravata ai danni dello Stato“.
I provvedimenti sono gli esiti di un’articolata indagine, svolta dalla Sezione “Anticorruzione” della Squadra Mobile di Palermo, che ha “registrato uno stratificato sistema corruttivo, annidatosi nel settore degli appalti per opere pubbliche e che ha interessato un importante distretto ministeriale deputato a veicolare rilevanti fondi pubblici“.
Le indagini sono partite dalla coraggiosa denuncia di un imprenditore edile, imbattutosi in una richiesta di tangenti da parte di alcuni dei funzionari pubblici, in servizio presso il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche di Palermo, oggi arrestati.

Sono quattordici, in tutto, gli arresti eseguiti all’alba dalla Squadra mobile di Palermo: 4 i funzionari finiti in manette.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Giacomo Brandini, Francesco Gualtieri e Pierangelo Padova.

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