Norman Atlantic: 10 morti e dispersi

Indagati il comandante e l’armatore. Il traghetto verso l’Albania

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REDAZIONE, 30 DIC – Dieci morti e 427 persone, tra membri dell’equipaggio e passeggeri (44 in tutto gli italiani), messe in salvo. La paura che i dispersi possano essere numerosi resta tuttavia molto alta. Secondo il settimanale greco To Vima mancherebbero all’appello 38 persone. Il comandante del traghetto Norman Atlantic, Argilio Giacomazzi, e l’armatore della nave, Carlo Visentini, sono stati intanto iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Bari, con le ipotesi di reato di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. A quanto si è appreso, si tratta di un atto dovuto per l’esecuzione delle indagini. Il traghetto attualmente sarebbe, rimorchiato da un mezzo navale albanese, e diretto verso Valona. Lo si apprende a Brindisi da fonti investigative.
Macchina dei soccorsi efficiente – A poche ore dalla fine delle operazioni di salvataggio del Norman, l’orgoglio per una macchina dei soccorsi che, come ha detto il premier Matteo Renzi, ha consentito di “evitare un’ecatombe” si mescola alla preoccupazione per quanto dovesse emergere dalle verifiche sulla lista di imbarco: “Ce n’è una con 478 nomi, un’altra con 458 – ha spiegato in una conferenza stampa a Palazzo Chigi il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi – per cui è prematuro azzardare delle stime e delle previsioni: vanno fatte tutte le necessarie verifiche e gli incroci tra i nomi dei salvati e dei deceduti e quanti si trovavano effettivamente a bordo”.
Cresce l’attesa per un autotrasportatore siciliano – Ci sono intanto motivi d’angoscia per i familiari di chi risulta disperso. Cresce per esempio l’attesa e l’apprensione per Giuseppe Mancuso, l’autotrasportatore di 57 anni, originario di Rocca di Caprileone (Me) che si trovava sulla Norman Atlantic e del quale non si hanno notizie da circa 30 ore. I familiari attendono novità nella loro casa in paese. Lunedì, per tutta la giornata, hanno tentato di mettersi in contatto con l’Unità di crisi della Farnesina per avere notizie.
Pinotti: “Continueremo a scandagliare il mare” – “Una cosa è certa – ha garantito il ministro della Difesa, Roberta Pinotti – continueremo a scandagliare il mare per verificare la presenza di eventuali dispersi. Abbiamo assicurato alle autorità greche la nostra disponibilità a mantenere gli assetti necessari, ma possiamo già dire di essere orgogliosi dell’eccezionale lavoro fatto da Capitaneria di Porto, Marina, Aeronautica con la collaborazione dei vigili del fuoco” nel quadro di “un’operazione estremamente complicata: ad un certo momento si è temuto che l’inclinazione della nave potesse produrre una situazione ancora peggiore ma anche questo era stato previsto ed eravamo pronti a fronteggiare questa eventualita’”.
L’odissea del Norman Atlantic – In tutto è durata oltre 37 ore l’odissea in Adriatico dei naufraghi dell’unità della compagnia Visemar che, nella notte tra sabato e domenica, ha dovuto affrontare un incendio che sviluppatosi nel garage si è rapidamente esteso a tutta la nave mentre viaggiava dal porto greco di Igoumenitsa verso Ancona. La nave era partita nel pomeriggio di sabato dal porto di Patrasso e prevedeva di attraccare in Italia alle 17 di lunedì. Il primo allarme è stato lanciato alle 4,21, quando il Norman Atlantic si trovava a una trentina di miglia dalla costa del Salento. Durante le prime ore concitate alcuni passeggeri sono riusciti a telefonare ai parenti, lanciando l’allarme e girando anche alcuni video con i cellulari, che nelle prossime ore saranno acquisiti dalla magistratura.
Operazioni di soccorso complicate – Le operazioni di soccorso sono state difficili fin dall’inizio a causa delle onde alte fino a sette metri e del forte vento. L’evacuazione è avvenuta tramite gli elicotteri e le motovedette e solo verso le 15 di lunedì, per ultimo, anche il comandante, Argilio Giacomazzi, ha lasciato la nave.
“C’erano uomini che picchiavano le donne” – “E’ stato allucinante perché i militari portavano prima bambini, donne e anziani al livello dove potevano salire sull’elicottero, ma c’erano uomini, che li picchiavano, tiravano loro i capelli e li buttavano fuori per prendere il loro posto”, racconta Dimitra Theodossiou.
Operazioni di salvataggio concluse con successo – Negli ospedali pugliesi sono stati ricoverati numerosi naufraghi, nessuno dei quali in pericolo di vita. A Brindisi è stato portato il cadavere della prima vittima e proprio la presenza della salma all’ospedale Perrino ha indotto il procuratore del capoluogo salentino, Marco Di Napoli, ad aprire un fascicolo per disastro colposo e omicidio colposo a carico di ignoti, necessario per l’autopsia. Un altro fascicolo per disastro colposo è stato aperto dalla procura di Bari, dove sono sbarcati i 49 portati in salvo dallo Spirit of Piraeus. La Visemar di Navigazione, società armatrice del Norman Atlantic, ha appreso “con grande sollievo” che le operazioni di salvataggio si sono concluse con successo, pur restando “l’amarezza per le vittime della tragedia e per i loro familiari”.
Il Norman Atlantic “era in ottime condizioni” – Il traghetto, secondo la nostra Capitaneria di porto, “era pienamente efficiente ed aveva ricevuto dalle autorità greche tutte le autorizzazioni a partire”. Nella ispezione subita il 19 dicembre a Patrasso, erano state rilevate 6 deficienze, due più serie e 4 di livello tenue, da affrontare entro 14 giorni”. Le due più gravi, subito rimediate, “riguardavano una porta tagliafuoco che non si chiudeva perfettamente e una leggera fuoriuscita d’acqua, entrambe in una zona estranea all’incendio”. Anche per Confitarma, l’associazione che riunisce gli armatori italiani, il Norman Atlantic “era in ottime condizioni sotto il profilo della sicurezza”.
[Redazione Tiscali]
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