‘Ndrangheta, consigliere comunale e boss della locale in manette: gli affari delle cosche

C’è dentro di tutto. Dall’estorsione ai danni degli imprenditori al politico di turno che remava contro il bene pubblico e in favore del bene delle cosche. Senza dimenticare i soliti modi mafiosi fatti di pressioni di ogni tipo e perfino le minacce di morte. Il tutto all’interno del settore preferito dalla ‘ndrangheta per il potenziale economico che c’è dietro: quello dei rifiuti.

È un’indagine della procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano a scoperchiare la relazione tra la locale di Legnano-Lonate Pozzolo e un consigliere comunale di Busto Arsizio, Paulos Dawit Efrem (della lista civica Busto Grande – Lombardia Ideale).

Nell’ambito di complesse indagini nel settore della criminalità organizzata, la Procura ha delegato il Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Milano e il Nipaaf carabinieri forestali di Milano ad eseguire, nei confronti di cinque cittadini italiani, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Milano per i reati di estorsione ed emissione di fatture per operazioni inesistenti con l’aggravante dal metodo mafioso tra cui il capo della locale di Legnano-Lonate Pozzolo (attualmente imputato nel processo ‘Krimisa’) e al consigliere comunale di Busto Arsizio, collegato con esponenti di quella cosca.

Imprenditore costretto a pagare la cosca e ad assumere persone – L’indagine costituisce il seguito dell’operazione ‘Feudo’ coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano che aveva portato, nell’ottobre 2019, all’arresto di 11 persone per traffico illecito di rifiuti e al sequestro preventivo per equivalente di fabbricati, terreni, disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo di oltre un milione e mezzo di euro.

L’indagine ha consentito di riscontrare come la società Smr Ecologia srl, operante nel settore prima del trasporto e poi del trattamento rifiuti, gestendo l’impianto di trattamento rifiuti di La Guzza (Como), abbia subito, per un lungo periodo, l’infiltrazione da parte di persone legate alla locale di Legnano-Lonate Pozzolo. Solo grazie alla scelta dell’imprenditore, a suo tempo raggiunto dalla misura cautelare, di spiegare le motivazioni sottese all’illecita attività, è stato possibile ricostruire il contesto estorsivo in cui egli, dal 2014 al 2018, è stato costretto a pagare cospicue somme di denaro e ad assumere personale indicato dai malviventi.

Dalle indagini, in particolare, è emerso come l’attività estorsiva abbia condotto all’assunzione, forzata, da parte della società del genero del capo della locale di Legnano-Lonate Pozzolo. Persona che una volta assunta, ha più volte minacciato di morte lo stesso imprenditore che lo aveva assunto.

Oltre 100mila euro versati in un solo anno e le visite al detenuto in 41bis – È emerso, grazie a puntuali indagini di carattere economico-finanziario, svolte dalle fiamme gialle, anche come la maggior parte delle dazioni di denaro avveniva attraverso la creazione di fondi ad hoc creati, attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, per fittizie consulenze, dalla ditta individuale di un compiacente componente del Consiglio Comunale di Busto Arsizio. È stato dimostrato come tali provviste, pari a oltre 100mila euro per un solo anno, siano state utilizzate per far fronte al pagamento delle spese di viaggio e di soggiorno al Nord Italia da parte dei più stretti familiari di un soggetto all’epoca detenuto e sottoposto al regime di cui all’articolo 41 bis: da qui il nome dell’operazione “Special guest”.

Allarmante è il settore in cui operava Smr Ecologia srl: come noto, quello dei rifiuti è uno degli attuali ambiti privilegiati per l’operatività della ‘ndragheta e ciò in relazione alla sua estrema redditività. Non a caso le imprese operanti in quel settore – noto anche per i numerosi roghi illegali per smaltire rifiuti illeciti – sono passate continuamente al setaccio dagli investigatori.

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