La C-Star è bloccata da giorni al largo della Tunisia

ROMA, 12 AGO (askanews) – Una Ong impegnata nel soccorso ai migranti al largo della Libia ha fatto sapere di essere stata mandata ad assistere la C-Star, la nave noleggiata da attivisti europei anti-migranti bloccata da giorni al largo della Tunisia, che però ha rifiutato l’aiuto. Un portavoce degli attivisti C-Star ha infatti detto alla France presse che non si trovano in condizioni di emergenza e che la nave ha semplicemente spento i motori per risolvere un problema tecnico.

Su Facebook il presidente dell’Ong tedesca Sea-Eye, Michael Buschheuer, ha detto di essere stato informato delle difficoltà di “una nave nazista”, sottolineando che aiutare persone in difficoltà in mare è un dovere, “indipendentemente dalla loro origine, colore della pelle, religione o idee”. La Sea-Eye è stata quindi dirottata verso la C-Star, ma una volta creato un contatto radio, l’equipaggio ha rifiutato ogni aiuto, stando a quanto riferito dall’ong tedesca su Facebook.

“La nostra barca è stata rifornita di carburante, va tutto bene, si torna in zona”, aveva detto Clément Galand, attivista francese a bordo, in un messaggio inviato la scorsa notte alla France presse. Ma questo pomeriggio gli attivisti hanno poi fatto sapere di aver fermato i motori il tempo necessario per risolvere “un problema tecnico minore”.

La C-Star, nave di 40 metri che batte bandiera della Mongolia, è stata noleggiata a Gibuti dal gruppo francese di estrema destra “Generazione identitaria”. A bordo ci sono attivisti tedeschi, francesi, italiani e austriaci finanziati attraverso una raccolta fondi su internet che ha fruttato oltre 180.000 euro a partire da metà maggio. Il loro intento è garantire che i migranti soccorsi al largo della Libia siano riportati in Africa.