Fra loro ci sono 5 donne, di cui quattro italiane e una tunisina, e 6 uomini, tutti tunisini e 4 dei quali già arrestati nell’ambito dell’operazione “Sunrise”.

I militari delle Fiamme gialle, coordinati dalla Procura di Marsala, hanno accertato che i migranti tunisini hanno contratto il matrimonio per potere avere il permesso di soggiorno in parte hanno pagato circa 5.000 euro e in parte hanno assicurato la propria disponibilità a tenere e rivendere sigarette importate di contrabbando dal loro Paese d’origine.

Alcuni di loro sono stati gli ‘scafisti’ di gommoni veloci utilizzati per il trasferimento di migranti dalle coste tunisine a quelle mazaresi. Le italiane che hanno contratto i finti matrimoni alla presenza di testimoni nei Municipi di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Ribera hanno ricevuto mille euro. Le donne venivano reclutate da una coppia di Campobello di Mazara, formata da un residente di origini tunisine e dalla moglie siciliana.