Mazara. Reclama la restituzione della bici rubata, massacrato di botte: arrestati 3 tunisini

Nel corso della nottata tra venerdì e sabato 6 luglio, i Carabinieri della Compagnia di Mazara del Vallo hanno tratto in arresto 3 giovani di origini tunisine, da anni in Italia, per rapina in concorso ai danni di un guineiano con regolare permesso di soggiorno.

La vittima, impiegata presso un noto ristorante del centro storico, stava preparandosi a rientrare a casa dopo una giornata di lavoro quando, tolta la catena di sicurezza con la quale aveva assicurato la propria bicicletta elettrica ad un palo, resosi conto di aver dimenticato il cellulare, rientrava per recuperarlo. Una volta ritornato fuori, il 22enne vedeva 3 soggetti allontanarsi con la propria bici e, sconcertato dall’accaduto, gli  urlava di fermarsi. Per tutta risposta i giovani aggredivano il ragazzo, immobilizzandolo a terra e cominciando ad infierire su di lui. I tentativi di sottrarsi a questa violenza, venivano immediatamente repressi con la massima ferocia al punto che il il giovane guineano veniva colpito più volte al volto ed alle spalle con un casco. Le urla dei passanti attiravano l’attenzione di un agente di Polizia libero dal servizio che qualificatosi, interveniva in soccorso dell’uomo, ciò nonostante, i tre tunisini continuavano imperterriti l’aggressione sulla giovane vittima e solo l’arrivo di due pattuglie dei Carabinieri di Mazara del Vallo e di una volante del locale Commissariato di PS, prontamente inviate sul posto, li induceva a scappare per le vie del centro, facendo  perdere le loro tracce. La loro fuga, tuttavia, non durava molto infatti, i militari operanti,pur nella concitazione degli eventi, riuscivano a riconoscere i tre giovani rapinatori, identificati in KNIS Ait cl. 97, ABDELKERIM Haithem e BOUBAKER Sami entrambi cl. 98. I tre soggetti,autori di una condotta estremamente violenta ed ingiustificata, venivano ben presto rintracciati presso le loro abitazioni e, concluse le formalità di rito, dichiarati in stato di arresto.

I 3 giovani erano già noti alle forze dell’ordine per la reticenza alle regole del vivere civile già manifestata in altre circostanze e non è stato difficile per gli investigatori mettersi sulle loro tracce.

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