Marsala. Modificava le autovetture per occultarne la provenienza furtiva: marsalese arrestato per riciclaggio e furto di energia elettrica

I Carabinieri della Compagnia di Marsala, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico – emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Marsala – nei confronti di AMPOLA Antonino, marsalese classe ‘83, indagato per i reati di riciclaggio, ricettazione e furto aggravato di energia elettrica. Nello specifico, l’attività d’indagine, condotta dai militari della Sezione Operativa e coordinata dalla Procura della Repubblica di Marsala, ha permesso di individuare AMPOLA quale autore dei citati reati, commessi nella primavera del 2018. Nello specifico, era il 7 aprile dello scorso anno, quando a seguito di una perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’AMPOLA nonché presso un magazzino a lui in uso nella periferia nord di Marsala, i militari dell’Arma rinvennero diverse autovetture, la maggior parte di queste risultate oggetto di furto tra le province di Trapani e Palermo. I veicoli, in particolare, apparivano per la maggior parte smontati, privi di targa o con il numero di telaio abraso, al chiaro fine di volerne occultare la provenienza furtiva. Tutto ciò – con molta probabilità – era stato posto in essere con l’intento di creare un’attività illecita di vendita di pezzi di ricambio, ricavati dai veicoli indebitamente sottratti ai legittimi proprietari. Inoltre, nel corso della perquisizione, i Carabinieri intervenuti notarono che presso il magazzino nella disponibilità dell’AMPOLA, lo stesso aveva creato un allaccio abusivo alla rete elettrica mediante l’utilizzo di un cavo bipolare, configurando così anche il reato di furto aggravato ai danni della società erogatrice. Da specifici accertamenti, la quantità di energia elettrica indebitamente sottratta, è risultata pari ad un valore di circa 7000 euro. Per quanto riguarda le vetture rinvenute, queste sono state sottoposte a sequestro penale e riconsegnate ai legittimi proprietari che da giorni ne piangevano il furto.

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