Il procuratore aggiunto di Palermo ha così commentato l’inchiesta che ha portato a Trapani all’arresto di Girolamo Fazio, dell’armatore Ettore Morace e del funzionario regionale Montalto

Procuratore Petralia: «Connubio sistemico tra politica e imprenditoria»

Dino Petralia, procuratore aggiunto Palermo

«L’inchiesta – ha sottolineato – parte da un atto coraggioso di un funzionario regionale,subentrato a quello che aveva curato l’emissione dei bandi che avevano favorito Morace, che si è aperto a una totale collaborazione con gli inquirenti».
In 10 mesi l’inchiesta si è conclusa. Alcuni tronconi saranno inviati ad altre procure. L’inchiesta riguarda i territori di Palermo, Trapani, Napoli, Livorno e Messina. Il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi ha sottolineato la rapidità con cui anche l’ufficio dei gip si è mosso e la novità di due comandi provinciali dell’Arma, Palermo e Trapani, che hanno lavorato insieme.

«I tempi delle indagini e della politica sono diversi e a volte possono crearsi sovrapposizioni temporali – ha spiegato invece il Procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi – .Quando questo capita, comunque, in mancanza di una conoscenza precisa dei fatti, nessuno è autorizzato a parlare di giustizia a orologeria». «Se guardiamo l’origine e lo sviluppo di questa indagine e la sua rapidità – ha aggiunto – in un momento in cui tutti chiedono una giustizia veloce, parlare di giustizia a orologeria è affrettato e ingeneroso». Quanto alla richiesta di soggiorno obbligato fatta ieri dalla dda di Palermo nei confronti del senatore Antonio D’Alì, concorrente di Fazio nella corsa a sindaco, «la sentenza di appello dalla quale sono stati tratti elementi importanti per la definizione della proposta è stata depositata il 14 aprile scorso. La preparazione di un provvedimento in tempi così brevi risponde da sola a qualunque obiezione».

[fonte: lasicilia.it]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *