Insospettabile ex sacrista gestiva una casa a «luci rosse»

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MASCALI (Ct), 02 APR – Un alloggio elegante a pochi metri dal mare di Fondachello con avvenenti ragazze dominicane che offrivano “servizi” di vario genere: gli immancabili massaggi e trattamenti di bellezza. Gli annunci sui giornali e sul web non erano espliciti, ma si intuiva che, in realtà, le “prestazioni” erano ben altre. I carabinieri che già da alcuni giorni avevano avviato un servizio di monitoraggio, hanno accertato che quell’anonimo appartamento residenziale di via Mario Carbone, a pochi metri da via Spiaggia, altro non era che una casa di appuntamenti e che il tenutario era un insospettabile 44enne ripostese. Manovale disoccupato e, a quanto pare, con un passato da sacrista, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Secondo quanto accertato dai carabinieri, aveva avviato un giro di “squillo”, facendo avvicendare, ogni due settimane, giovani dominicane, di età compresa tra i 20 e i 25 anni, che arrivavano in aereo a Catania per essere poi accompagnate sul “posto di lavoro” dal proprietario dell’appartamento. Un alloggio ben arredato e accogliente; le ragazze, in abiti succinti, invitavano i propri clienti, attraverso un precedente contatto telefonico, a consumare una prestazione sessuale in cambio di 50 euro. Ma la tariffa, talvolta, arrivava anche a 100 euro. Al momento dell’irruzione, sabato notte, i carabinieri, hanno sorpreso due ragazze intente a prostituirsi con alcuni clienti. Nell’appartamento c’erano con due letti matrimoniali, un frigorifero e un piccolo armadio.

Sono stati rinvenuti e sequestrati circa 150 euro in contanti e un centinaio di profilattici confezionati. Il tenutario 44enne avrebbe preteso dalle due ragazze dominicane la somma di 700 euro a settimana, garantendo loro alloggio e servizio di “bus navetta” aeroporto-Fondachello, oltre ad altri servizi “accessori”, come parrucchiere e spesa al supermercato. Il 44enne di Riposto, è comparso davanti al Gip di Catania Flavia Panzano per l’udienza di convalida dell’arresto. Il Gip, considerata la carenza dei gravi indizi di colpevolezza per l’accusa di sfruttamento e delle esigenze cautelari per quella di favoreggiamento, ne ha disposto la scarcerazione.

[di Mario Previtera – lasicilia.it]

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