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In migliaia per l’addio ad Emanuele Reali: “Un carabiniere eroe”

Si sono ritrovati insieme, 7 anni dopo, a varcare nuovamente la soglia di quella chiesa che aveva consacrato il loro amore, dal quale sono nate due figlie bellissime. Oggi lo hanno fatto di nuovo, ma le lacrime di Maltide erano quelle di una donna che accompagna nel suo ultimo viaggio terreno il compagno di una vita. Solo i suoi singhiozzi hanno rotto quel frastornante silenzio che ha accolto, nel Santuario di Piana di Monte Verna, la salma del vice brigadiere Emanuele Reali, il 34enne in servizio alla Radiomobile di Caserta morto martedì sera mentre inseguiva un ladro, travolto da un treno che ha spezzato via, in un attimo, la vita di un marito, di un padre e di un carabiniere.

C’erano migliaia di persone ad attenderlo al Santuario, a partire dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta, col sottosegretario Pina Castiello, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, i sindaci di Caserta, Marcianise, Piana di Monte Verna, Bellona, Castel Morrone e Caiazzo, oltre alle autorità civili e religiose. E poi c’erano i colleghi e gli amici: alcuni scrutavano sui cellulari le ultime foto scattate con Emanuele, ricordi indelebili di un uomo che “sapeva amare e che per amore ha perso la sua vita” come lo ha ricordato l’ordinario militare, monsignor Santo Marcianò.

“Emanuele era un carabiniere vero, di quelli che si ricordano ogni giorno di essere carabiniere” gli ha fatto eco il comandante generale dell’Arma, Giovanni Nistri, intervenuto al termine dei funerali: “Ha scelto la sua strada a 20 anni ed ha scelto di essere un carabiniere. E’ cresciuto tanto, al punto di essere chiamato al Nucleo Operativo di Caserta, per poi passare alla Radiomobile. Era giovane ma aveva già fatto tanto, come ricordano i tre encomi per le operazioni svolte”. E poi, rivolgendosi alla moglie Matilde, ha detto: “Emanuele amava la moglie e le figlie, eravate il centro del suo motore”.

Poi l’ultimo viaggio, coi colleghi che lo hanno preso in spalla e lo hanno accompagnato verso l’uscita. Un applauso scrociante ha rotto l’emozione delle migliaia di occhi colmi di lacrime e di quegli sguardi fissi verso un amico, un collega, che non c’è più. E che da oggi sarà un altro “eroe” da non dimenticare.

[Tratto da: casertanews.it – Scritto da Giuseppe Perrotta]

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