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Ha scritto un saggio sulla frode fiscale, poi ha riciclato 100 milioni di euro

Il ragioniere di Catania Giancarlo Cervino bloccato dalla Guardia di Finanza di Milano: stava per fuggire ad Antigua

L’indagine ritiene di aver individuato il cuore del sistema in Austria (pure teatro ieri di perquisizioni) attorno a una società amministrata di fatto da Alvares, che comprava a prezzo di mercato gli spazi pubblicitari e poi li cedeva a prezzo assai maggiorato alle varie aziende clienti. Il denaro veniva a questo punto centrifugato dall’Austria e Slovenia in Belize (Centramerica), da qui a Cipro (sostituita poi con lsole Mauritius), quindi di nuovo in Belize che lo convogliava prima a Hong Kong e poi in Cina. Proprio con la Cina aveva rapporti commerciali ufficiali uno dei coindagati dell’associazione, quello che per l’accusa assicurava i contanti (le perquisizioni ieri ne hanno trovati ad esempio 400.000) che poi Cervino, viaggiando in tutta Italia, ridava alle aziende clienti o direttamente o tramite Alvares. La convinzione investigativa che tutto il denaro movimentato all’estero con le sovrafatturazioni (circa 100 milioni) sia man mano tornato in Italia, e sia stato riconsegnato alle aziende clienti della piattaforma di riciclaggio, è ricavata dalle intercettazioni: nelle quali Cervino, parlando con una complice, lamentava il fatto che l’unico insidioso problema con il Fisco fosse dipeso paradossalmente dal fatto che per una e una sola volta, invece di consegnare in giro a mano le solite «mattonelle» (termine indicante le buste di contanti), il gruppo avesse fatto un bonifico. Un errore, per quanto pur sempre su una società comunque dispersa a Panama.

[fonte: corriere.it]

 

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