Grave atto razzista in un bar, ridotta in fin di vita perchè straniera: tre arresti

REDAZIONE, 17 DIC – I carabinieri della Stazione di Pignataro Maggiore (Ce), in esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta dell’Ufficio di Procura, hanno sottoposto agli arresti domiciliari Mariana Gambardella, 35 anni, Giacomo Matola, 37 anni, e Remo D’Angelo, 56 anni, tutti ritenuti responsabili – in concorso tra loro – di un brutale pestaggio perpetrato all’interno di un bar di Teano ai danni di una giovane donna di nazionalità polacca, in conseguenza del quale quest’ultima aveva riportato lesioni personali gravi. L’episodio è stato ripreso in buona parte dalle telecamere del circuito di videosorveglianza installato all’interno del locale.

Il GIP accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica ha ritenuto configurabile nel caso di specie l’aggravante della xenofobia (ed in particolare dell’odio nazionale), avendo gli indagati aggredito la persona offesa proprio in ragione della sua nazionalità (secondo quanto riferito dalla denunciante e confermato dai soggetti escussi presenti ai fatti).

La misura coercitiva è stata applicata a conclusione di una rapida ed intensa attività di indagine, avviata soltanto nel mese di novembre, a dimostrazione della priorità attribuita dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere alla tutela delle vittime di violenza di genere e, più in generale, di tutti i soggetti vulnerabili. La misura cautelare si correla all’azione di contrasto, costantemente rivolta dalla Procura ad ogni fenomeno criminale fondato sulla discriminazione od odio etnico, nazionale, “razziale” o religioso, in modo da estirpare qualsiasi pericoloso germe di “razzismo”.

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