Furti nelle case e nei bar: 8 arresti, in manette la banda degli albanesi

REDAZIONE, 18 GEN – Nelle prime ore della mattinata del 13 gennaio u.s., in Trentola Ducenta (CE), Favara (AG), Torino e Bari, i Carabinieri della Stazione di Grazzanise (CE), hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso da questa Procura, nei confronti di 8 indagati di nazionalità albanese gravemente indiziati, a vario titolo, di furto aggravato in concorso, ricettazione in concorso, nonché indagati di tentato omicidio in concorso.
Il provvedimento pre-cautelare costituisce l’esito di un’articolata e complessa attività investigativa,
diretta da questa Procura e condotta dalla Stazione Carabinieri di Grazzanise, dal mese di agosto 2017 ad
oggi, essendo stato riscontrato un allarmante fenomeno di furti ai danni di bar/tabacchi ed abitazioni nel
territorio casertano, con incursioni anche nelle vicine province di Benevento, Latina, Salerno e Frosinone.
L’indagine, attuata mediante intercettazioni telefoniche, analisi dei tabulati telefonici e sistema di
geolocalizzazione (GPS), acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dei luoghi oggetto
degli eventi delittuosi, ha permesso di acquisire un grave compendio indiziario in ordine alla commissione di complessivi 8 furti, di cui 6 in abitazione (di cui uno tentato), 2 ai danni di Bar (di cui uno tentato), avvenuti  nei Comuni di Amorosi (BN), Sora (FR), Sicignano Alburni (SA), Formia (LT), Minturno (LT) e Pietravairano (CE).
Contestualmente è stato accertato che gli indagati, al fine di commettere i reati in esame, in più
occasioni, hanno utilizzato furgoni e targhe di autoveicoli accertati essere oggetto di furto.
I fermi del Pubblico Ministero venivano disposti per il concreto ed attuale pericolo di fuga degli
indagati e specificatamente di due dei destinatari del provvedimento i quali, nella serata del 12 gennaio
scorso, sottoposti a controllo di polizia nei pressi della stazione ferroviaria di Torino, venivano trovati in
possesso di biglietto ferroviario per la città di Modane (Francia).
Inoltre, nei confronti di uno degli indagati, in data 4 gennaio, era stato emesso distinto decreto di
fermo in quanto controllato, in Bari, prima dell’imbarco per l’Albania.

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