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Coltivazione clandestina di droga per 500mila euro: 4 arresti

REDAZIONE, 13 SET – I carabinieri della Stazione di Teano, nel corso di un servizio volto alla repressione dei reati in materia di stupefacenti, hanno proceduto all’arresto in flagranza per coltivazione illegale di sostanze stupefacenti, di Gregorio Mallardo, 63 anni, residente a Giugliano in Campania; Denis Nuredini, albanese, 25 anni, domiciliato a Teano; Svetlana Tsebreva, 59 anni; Elena Tsebreva, 54 anni, entrambe russe e residenti a Qualiano.

I militari dell’Arma hanno rinvenuto una coltivazione clandestina di 220 piante di marijuana, aventi altezze da 1,80 metri a  3 metri, per un peso approssimato di circa 250 kg, ben occultate tra numerosi alberi di prugne, su di un fondo agricolo di circa 3 ettari, provvisto anche di impianto d’irrigazione a goccia, di proprietà ed in uso a Mallardo e nel quale, Nuredini svolgeva anche l’attività di guardiano della piantagione.

A seguito di perquisizione, nell’abitazione rurale esistente sulla medesima proprietà, i carabinieri hanno sorpreso Mallardo in compagnia delle due arrestate recuperando, nella camera da letto altri 12,500 kg di marijuana già lavorata ed essiccata e, occultati in un cassetto del comodino, illegalmente detenuti, un caricatore per pistola calibro 9 con 5 proiettili oltre ad una busta contenente ulteriori 77 proiettili dello stesso calibro. Per tale motivo l’uomo è stato altresì deferito, in stato di libertà, per detenzione illegale di armi e munizionamento.

In altre camere dell’abitazione, invece, è stato rinvenuto vario materiale occorrente per la coltivazione, crescita, essiccazione, confezionamento e taglio dello stupefacente, nonché 4 bilancini di precisione. Lo stupefacente rinvenuto, il cui valore commerciale si aggira sui 500.000 euro e, tutto il restante materiale, sono stati sottoposti a sequestro. Gli arrestati sono stati accompagnati, rispettivamente, presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere i due uomini e presso l’Istituto di pena femminile di Pozzuoli, le due donne, così come disposto dalla competente Autorità Giudiziaria.

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