Catania. Al Gay Pride fermati militanti del Popolo della Famiglia

Mario Adinolfi (nella foto in basso), presidente del Popolo della Famiglia, chiede l’intervento del ministro Salvini per un episodio accaduto al Gay Pride di Catania e dichiara: “Portati in questura perché esponevano dei cartelli silenziosamente” .

Mario Adinolfi: “Ormai siamo all’incredibile. A Catania organizzano il Baby Gay Pride con tanto di drag queen che indottrinano i bimbi. Due attivisti del Popolo della Famiglia sul percorso del Gay Pride degli ‘adulti’ protestano educatamente e silenziosamente con due cartelli scritti a penna che si fa fatica a leggere, vengono trascinati in questura e uno dei due anche denunciato perché ‘turbava l’ordine pubblico’.

Ministro Salvini è accettabile questo accanimento contro dei militanti cattolici per nulla esagitati e con cartelli per nulla insultanti? Intanto la comunità Lgbt metteva in scena una Ultima Cena con tanto di Cristo gay. Ma a turbare l’ordine pubblico era il persino ingenuo cartello sorretto da un membro della resistenza pidieffina. Il mondo va al contrario, ministro Salvini, questo attacco alla nostra libertà di espressione è grave e chiediamo il suo intervento per ripristinare la piena onorabilità del nostro militante”.

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