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“Bonus 18” salato a Caltanissetta, pioggia di ricorsi contro le sanzioni

CALTANISSETTA, 05 AGO – Sono oltre 800 le sanzioni amministrative elevate in città nei confronti di altrettanti giovani che, dopo aver compiuto i 18 anni, non hanno speso come dovevano – secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza – il bonus di 500 euro concesso dal governo nazionale. Una vicenda che ha creato preoccupazioni in centinaia di nuclei familiari anche per i risvolti penali connessi, per la violazione del terzo comma dell’articolo 316 che prevede la condanna di chi, mediante l’utilizzo o la presentazione di documenti falsi, consegue indebitamente, per sé o altri, contributi, finanziamenti, concessi dallo Stato: reato che prevede la reclusione da 6 mesi a tre anni. Ma trattandosi, in questo caso, di somme inferiori a 4 mila euro, è prevista solo una sanzione amministrativa.

E le sanzioni amministrative sono arrivate (da 300 a 500 euro in base alla somma spesa da ogni neo maggiorenne) perché – secondo le indagini della Finanza – i ragazzi hanno acquistato cellulari e personal computer, mentre i 500 euro dovevano essere spesi per abbonamenti e biglietti per cinema, concerti ed eventi culturali (festival), ingressi per musei, monumenti, parchi, teatri, materiale musicale oppure per frequentare corsi di musica, di teatro o di lingua straniera.

Naturalmente con la notifica della sanzione amministrativa, molti genitori si sono rivolti ad un legale per impugnare il provvedimento. L’iter è quello di presentare ricorso in Prefettura, contestando il provvedimento amministrativo. Già decine i ricorsi che sono stati presentati all’Ufficio del governo dall’avvocato Giuseppe Panepinto nell’interesse di molti ragazzi neo diciottenni, ma anche altri legali hanno presentato, o si accingono a farlo, ricorsi contro le sanzioni.

I legali sostengono di aver fornito con i ricorsi presentati tutti gli elementi che possono chiarire che gli acquisti effettuati dai giovani sono legittimi, trattandosi di materiale tecnologico e che lo spirito del bonus era anche quello di fornire strumenti tecnologici ai ragazzi da utilizzare nello studio, così come la tipologia dei bonus che erano stati concessi in passato anche agli insegnanti.

Una vicenda, questa, che ha creato preoccupazioni in tante famiglie e incertezza anche sul come spendere il “bonus 18”, visto che la scadenza del contributo concesso dal governo è prevista alla fine di quest’anno. Adesso si attende il pronunciamento della Prefettura che dovrebbe essere unico nelle motivazioni per tutte le sanzioni finora contestate.

lasicilia.it

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