Palermo, L’Ismett rischia di essere “degradato”

ismett
PALERMO, 16 DIC – Ancora 16 giorni e si saprà il destino dell’Ismett (Istituto Mediterraneo per i Trapianti) che potrebbe essere “declassato” dalla Regione come un comune altro ospedale dell’Isola.
Si chiude un’epoca. Il prossimo 31 dicembre scadrà la convenzione di partnership tra la Regione e l’Istitututo Mediterraneo per i Trapianti (Ismett) e il governo, dopo un rapporto che risale al 1997 quando nacque il progetto di sperimentazione gestionale tra la Regione siciliana, attraverso prima l’azienda ospedaliera Arnas Civico e Upmc (University of Pittsburgh Medical Center) e successivamente con l’ingresso dell’azienda ospedaliera Cervello, ha deciso di non rinnovare più l’accordo. Da settimane dall’assessorato regionale alla Salute hanno fatto sapere che non cambierà nulla sotto l’aspetto assistenziale. Non a caso ben 14 associazioni di trapiantati hanno già lanciato un allarme.
«I pazienti saranno seguiti sempre con i massimi livelli di competenza. L’Ismett è stato riconosciuto dal ministero della Salute come Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico nazionale, ndr) su richiesta della Regione. E continuerà ad avvalersi della collaborazione con l’Università di Pittsburgh». Ma cosa portrebbe cambiare? Cambierebbe che l’Ismett dal punto di vista amministrativo sarà considerato come tutti gli altri ospedali e centri specialistici dell’Isola e che riverà i fondi attraverso le prestazioni eseguite. Di recente la giunta di governo presieduta dal presidente Rosario Crocetta ha deciso che l’Ismett non riceverà più un contributo speciale, così come è avvenuto fino ad oggi, ma come tutte le altre strutture sanitarie siciliane, riceverà il rimborso delle prestazioni effettuate secondo un tetto stabilito.
Sul mancato rinnovo della convenzione nei primi di novembre è intervenuta l’Università americana di Pittsburgh che, com’è noto è entrato nella gestione fin dal primo giorno della nascita dell’Ismett, confermando la collaborazione e fiduciosi di un accordo anche sul filo di lana. L’allarme del prof. Luigi Pagliaro, che per anni ha diretto la Medicina del Cervello: «Ho trascorso una vita a curare malati e a insegnare medicina nella sanità pubblica, un’esperienza coerente con l’impegno nella nascita dell’Ismett, senza cariche o interessi da guadagnare o da difendere. L’allarme. Non vorrei che il mantenimento e il continuo adeguamento al progresso scientifico della qualità dell’Ismett fossero messi a grave rischio di appassire da incomprensibili incurie della politica».

di Antonio Fiasconaro

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