TATUAGGI: RACCONTANO L’ANTICO EGITTO

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REDAZIONE, 06 GIU – Uno studio ha riportato la scoperta di numerosi tatuaggi di veri e propri oggetti su una donna mummificata 3.000 anni fa. Il risultato della ricerca della bioarcheologa Anne Austin (Università di Stanford) . Prima delle ricerche della Austin la maggior parte dei tatuaggi scoperti sulle mummie egizie sono dei semplici punti e linee. Deir-el-Medina, un villaggio di artigiani che lavorano alle tombe nella Valle dei Re, è il luogo dove sono stata rinvenuta questa particolare mummia. E’ da un torso senza testa ne braccia, risalente al periodo tra il 1.300 e il 1.070 a.C, la ricercatrice notò dei segni sul collo. Analizzando meglio emersero 30 tatuaggi documentati grazie all’utilizzo di strumenti estremamente sofisticati. Alcuni persino invisibilii a occhio nudo a causa della pelle scurita dalle resine utilizzate per la mummificazione. Probabilmente trattasi di simboli sacri. Molti dei disegni includono fiori di loto sulle anche, mucche sul braccio sinistro, babbuini sul collo, e occhi di Horus su collo, spalle e schiena.. Il tatuaggio che ha attirato maggiormente l’attenzione è quello degli “occhi di Horus”: da qualunque angolo si guardi la donna si vedono un paio di occhi che ci guardano (la bisnonna della Monna Lisa).
I tatuaggi sino ad ora identificati testimoniano un forte significato religioso. Come le mucche,associate alla dea Hathor, una delle divinità più di rilievo dell’antico Egitto. I simboli su gola e braccia potrebbero aver dato quell’allure di potere magico mentre eseguiva i rituali per Hathor.
Significato religioso ma anche un’espressione di devozione.Il fatto che alcuni siano più sbiaditi di altri fa ritenere che fossero stati eseguiti in tempi diversi e che lo status sociale della donna crebbe nel tempo.
L’applicazione di questi tatuaggi richiese molto tempo ed in alcune aree del corpo di certo estremamente dolorosa. Che la donna si fosse sottoposta così tante volte a sedute per avere dei tatuaggi mostra che ella credeva fortemente nella loro importanza così come il fatto ci fossero persone disposte ad effettuarli.

di Elena Manzini elena manzini

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