[Scuola] Piattaforma Contratto Scuola 2016-18 – Proposte di aggiornamento

CAMPOBELLO, 11 FEB – A tutto il personale della scuola, Docente e ATA

Considerato l’imminente tavolo di confronto x il rinnovo contrattuale del pubblico impiego, la FLC CGIL sta adoperando un sistema di coinvolgimento dal basso per le proposte da portare al tavolo tecnico con l’Aran.
Fermo restando l’aumento delle retribuzioni in linea generale, in allegato la bozza di proposte x integrare o modificare per inviarle alla Flc Cgil Nazionale per i fini suddetti.

Di seguito le proposte del sottoscritto per il personale amministrativo delle scuole:
Dato il sovraccarico di lavoro, dovuto al passaggio di funzioni dagli uffici scolastici provinciali alle scuole:
Equiparare gli assistenti amministrativi ad ISTRUTTORE AMMINISTRATIVO categoria C dato che l’istruttoria delle pratiche amministrative viene curata dagli stessi anche tramite accesso area INFORMATIZZATA SIDI con propria USERNAME E PASSWORD. (vedi per esempio: decreti ricostruzione di carriera dove viene indicato il codice operatore che ha eseguito l’istruttoria; convocazioni supplenze tramite area riservata SIDI con credenziali operatore, riconoscimento POLIS funzione istanze on line ecc. ecc.).
Permettere, tramite riconoscimento del proprio lavoro (tracciabile dall’attività svolta sul SIDI) , stato di servizio, esperienza in tutte le aree (alunni, personale e contabilità), formazione e competenze acquisite, l’avanzamento di carriera anche senza titolo di accesso alla figura COORDINATORE AMMINISTRATIVO E DSGA.

Per chiarimenti e proposte non esitate a contattare il sottoscritto c/o Camera del Lavoro CGIL di Campobello di Mazara – cell. 3499373266 e-mail francilicata@gmail.com

 

Francesco Licata
(Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL)

 

 

PIATTAFORMA CONTRATTO SCUOLA 2016-18 – PROPOSTE DI AGGIORNAMENTO

 

 

ARGOMENTO

 

 

TESTO DI PARTENZA

 

PROPOSTE DI MODIFICA-INTEGRAZIONE

Retribuzione Queste in sintesi le nostre proposte:

 

·          innalzare i livelli contrattuali più bassi (collaboratori scolastici, assistenti, precari);

·          aumentare la retribuzione per salvaguardare redditi e potere di acquisto;

·          stanziare risorse aggiuntive per valorizzare l’impegno professionale a sostengo delle innovazioni;

·          ripristinare e incrementare i fondi per il miglioramento dell’offerta formativa (Mof);

·          ricondurre all’interno del Ccnl tutte le voci retributive del personale;

·          attribuzione di benefit come sostegno alla professione.

 

Docenti: specificità della professione Ogni discorso che si fa sulla professionalità docente deve partire da uno sguardo europeo che le OO.SS. condividono pienamente, con i normali adattamenti al contesto italiano.

Gli elaborati congiunti delle parti sindacali e imprenditoriali europee parlano di valutazione del sistema e del personale sulla base di criteri assai convincenti: condivisione, trasparenza, progressività, inclusività, coerenza.

Il tema da porre con gradualità e con coraggio è quello di una valutazione che escluda la competizione e valutazioni arbitrarie delle prestazioni. Noi chiediamo che la valutazione sia invece centrata sulla valorizzazione della collegialità e dell’impegno per il miglioramento della scuola.

Valutazione, dunque, come certificazione di collegialità e di impegno, ad accesso universale, che abbia a riferimento la didattica e gli obiettivi formativi comportando non solo compensi a carattere accessorio ma progressioni accelerate da riconoscere oltre l’attuale progressione per sola anzianità; quest’ultima va mantenuta, come avviene nella quasi totalità dei Paesi Europei.

Occorre a tal fine fare riferimento a criteri nazionali, certificazione territoriale o di scuola fatta da organismi collegiali competenti (non genitori e studenti) a composizione mista (con membri interni alla scuola dove si presta servizio ed esterni ma provenienti dal mondo scolastico).

In ogni caso tale materia, con le risorse – necessariamente di carattere aggiuntivo – ad essa correlate, ivi compresi i 200 milioni di euro della legge 107/2015, va ricondotta interamente all’interno della contrattazione nazionale.

 

La nostra proposta sul profilo professionale docente prevede sia l’anzianità (l’inquadramento per fasce va mantenuto) che l’impegno personale. Quindi anzianità e impegni quantificabili.

 

1– Valorizzazione professionale: legata all’impegno orario e agli incarichi aggiuntivi (orario di lavoro potenziato).

 

2– Valorizzazione del lavoro d’aula. Si tratta di un impegno aggiuntivo da legare ad attività approvate dal Collegio.  Proponiamo di individuare una griglia di crediti, secondo criteri definiti a livello di contrattazione nazionale integrativa, che tenga insieme più elementi che vanno dall’esperienza, alla formazione, alla produzione di materiale didattico innovativo per valorizzare, senza equivoci e discrezionalità, l’impegno e il lavoro aggiuntivo dedicato alla ricerca e all’innovazione. Questo, in alternativa a chi chiede una valutazione diretta sul sapere e sulla prestazione individuale.

 

3- Valorizzazione del contesto lavorativo. Situazioni di disagio come le aree a rischio e a forte processo migratorio,  piccole isole,  contesti segnati da profonde sacche di illegalità, situazioni a forte complessità organizzativa.

 

Docenti: carriera unica L’unicità della funzione docente è connessa alla funzione istituzionale della scuola nel quadro costituzionale del nostro Paese, che non può essere ridotta a un “semplice” servizio a domanda individuale.

La scuola, attraverso un’istruzione di qualità e la serietà degli studi, offre a tutti i giovani cittadini gli strumenti di accesso al sapere e riconosce il merito, l’impegno e le competenze acquisite, in tutti i livelli di istruzione, assolvendo a una precisa funzione dello Stato.

Per questo la funzione docente va intesa sia nell’accezione di una sola figura professionale accreditata scientificamente e socialmente, svolta nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria, nella scuola secondaria, sia nell’accezione di un ruolo senza gerarchie interne, che può prevedere incarichi “di compito” che la scuola dell’autonomia alla luce dei contratti e delle leggi, si dà.

 

Docenti: trasparenza sui carichi e sull’orario di lavoro C’è un aggravio di lavoro, non riconosciuto, a causa degli interventi normativi e ordinamentali che hanno contribuito a rendere più pesante e complesso il lavoro nella scuola.

L’emersione dell’orario  di lavoro e la sua codificazione è questione cruciale per dimostrare in maniera trasparente quanto affermano i dati Ocse: le ore annualmente lavorate dai docenti italiani sono nella media dei paesi Ocse e comunque maggiori rispetto a Finlandia e in Francia.

E’ opportuno mettere dei punti fermi sull’orario dei Docenti ridando il primato al Contratto nazionale.

·                               “portare a trasparenza” tutti i carichi di lavoro attuali, fermi restando gli obblighi d’insegnamento rispettivamente di 25 ore frontali nell’infanzia, di 22 ore frontali nella primaria e di 18 ore frontali nella secondaria a cui continua ad essere legato il salario fondamentale;

·                               definire i limiti massimi alla prestazione oraria di lavoro insieme ai criteri per l’articolazione dell’orario di lavoro;

·                                evitare la formazione delle cattedre con orario superiore a quello massimo o con un numero di classi spropositato;

·                               rafforzare nella scuola primaria il valore delle due ore di programmazione per evitare che siano “stornate” per fare fronte a esigenze di supplenza. Lo stesso principio vale per la scuola secondaria;

·                               salvaguardare contrattualmente nella scuola dell’infanzia, ferme restando le 25 ore di didattica, una quota non inferiore alle 2-4 ore settimanali come ore di compresenza.

·                               rivisitare l’attuale art 29 (obblighi funzionali) per introdurre maggiore flessibilità nella gestione delle attività collegiali e per prevedere un monte ore obbligatorio per la formazione, nonché per  portare a trasparenza tutti gli impegni individuali, compresi quelli dovuti al rapporto con le famiglie e gli alunni.

 

Si possono calcolare questi impegni funzionali ordinandoli in tre gruppi distinti:

 

·                 Attività collegiali di programmazione e valutazione

·                 Rapporti con le famiglie e gli alunni

·                 Attività individuali funzionali al lavoro d’aula: preparazione lezioni, esercitazioni, predisposizione prove scritte e di valutazione, correzione prove ed elaborati per un impegno medio/massimo, ad esempio, di 200-400 ore l’anno.

 

ATA: specificità della professione L’offerta formativa nella scuola dell’autonomia non riguarda solo la didattica, ma coinvolge e chiama in causa l’organizzazione complessiva della scuola e tutte le componenti dell’istituto. Per questo va richiesta, tramite il contratto, la partecipazione di queste figure, già oggi a pieno titolo rappresentate nei Consigli di Istituto, in tutti i momenti in cui si decide l’organizzazione della scuola (commissioni ptof, handicap, sicurezza, viaggi di istruzione, ecc).

E’ necessario far emergere la specificità delle funzioni Ata che si svolgono sia nelle segreterie, sia nei laboratori sia negli spazi della scuola a contatto diretto con i minori in formazione (caso unico nella PA) in collaborazione con la docenza e la dirigenza scolastica, ivi compresa la condivisione dei profili di responsabilità nella vigilanza sugli alunni.

Per questo riteniamo significativo avanzare la richiesta di  retribuzioni adeguate alla specificità del lavoro scolastico e all’accresciuta professionalità di Dsga, Assistenti amministravi e tecnici e collaboratori scolastici. Le posizioni economiche vanno inglobate nei profili professionali per favorire con gradualità, attraverso percorsi di formazione, l’inquadramento dell’area As e C del personale appartenente all’area A e B.

Vanno inoltre riattivati attraverso il contratto i canali di mobilità professionale tra aree e profili.

Per i DSGA vanno previsti un pieno inquadramento nell’area D e la rivalutazione delle indennità di direzione da non porre più a carico del Fondo di istituto. Rivendicazioni fondate su una duplice lineare considerazione:

·              l’oneroso impegno di coordinazione oggi sempre più aggravato da innumerevoli pastoie burocratiche create da interventi normativi e organizzativi estranei ai tempi e alle finalità scolastiche;

·              l’avvenuto incremento di produttività che può essere quantificato nel 25% di aumento dei carichi di lavoro, corrispondenti ad una pari percentuale di riduzione dell’organico DSGA (numero di alunni, personale e plessi gestito oggi da 8.500 circa unità di personale, prima del dimensionamento gestito invece da 10700  circa unità organiche).

 

Relazioni sindacali Si deve riaffermare la funzione equilibratrice e di garanzia in tutto il territorio nazionale del Contratto Nazionale di Lavoro.

Ciò è in coerenza con la difesa dei due livelli contrattuali, attraverso l’estensione della contrattazione decentrata e il rafforzamento, in particolare, della funzione contrattuale delle Rsu.

In questo quadro va ribadito che deve essere argomento di contrattazione a livello scolastico, l’intera materia dell’organizzazione del lavoro, soprattutto alla luce della gestione dell’organico potenziato introdotto dalla legge 107.

Con tutta evidenza, è sempre il Contratto la sede più idonea a trattare e a regolare i processi di formazione del personale, in quanto connessi ai mutamenti legislativi, di ordinamento e di innovazione organizzativa e didattica e pertanto legati alla dimensione collegiale del lavoro nel contesto di ogni singola scuola autonoma.

Da ciò la necessità di ridefinire regole certe nelle relazioni sindacali integrative, sia a livello ministeriale (centrale e periferico), sia a livello di istituzione scolastica.

 

Relazioni sindacali di scuola La contrattazione di secondo livello deve essere lo strumento per dedicare una parte delle risorse al riconoscimento delle specificità professionali e dei processi di valorizzazione di docenti e Ata.

Il Contratto integrativo di Istituto deve esplicare il massimo delle sue potenzialità. Per questo avanziamo le seguenti proposte:

·              Certezza dei tempi della negoziazione

·              Definizione ambiti di intervento dei revisori

·              Individuazione del concetto di organizzazione del lavoro e organizzazione degli uffici, con precisa definizione delle materie che riguardano la contrattazione di istituto

·              Inclusione di ogni risorsa al tavolo negoziale, qualunque ne sia la provenienza; sia che venga ad integrare la retribuzione del lavoratore (a tempo indeterminato o determinato) sia che venga erogata a favore di soggetti esterni che prestano servizio riconducibile a lavoro subordinato a scuola.

·              Regolazione sulla validazione del contratto d’istituto in relazione ai soggetti che lo sottoscrivono, cosi come previsto per il CCNL (art. 43 c. 3 del D.lgs 165/01)

·              Abolizione dei minimi di servizio imposti al personale Ata durante le assemblee sindacali.

 

Inclusività ed equiparazione dei diritti Il tema dell’equiparazione dei diritti del personale precario non è rinviabile. La Sentenza della Corte di Giustizia Europea ha messo un punto fermo sull’equità della retribuzione a parità di prestazione, laddove si afferma che se il datore di lavoro impegna un lavoratore con un contratto a carattere temporaneo per più di 36 mesi è segno che le sue esigenze sono stabili. Pertanto il lavoratore precario ha diritto alla stabilità.

Il Contratto è lo strumento per ricomporre le varie tipologie lavorative, per riconoscere, includere e tutelare, a partire dalla parificazione di diritti e regole retributive fra personale a tempo indeterminato e personale a tempo determinato. In tale prospettiva si colloca la richiesta di estensione della Card per la formazione anche al personale con contratto a T.D.

 

Formazione

 

E’ necessario istituire un sistema nazionale di formazione in servizio capace di mettere in moto meccanismi virtuosi e di costante miglioramento della dinamica tra  insegnamento e apprendimento, ricerca e sviluppo, prestazione lavorativa e qualità dei servizi erogati.

La formazione in servizio deve rappresentare un obbligo per l’amministrazione e un dovere per l’insegnante in modo da diventare il fondamento su cui incentrare lo sviluppo professionale dell’intera vita lavorativa.

Analogamente il principio vale anche per gli Ata.

 

Personale scuole italiane all’estero

 

Intendiamo conseguire i seguenti obiettivi:

 

• definire le regole generali per la piena attuazione della partecipazione, informazione e contrattazione ai vari livelli con il MAE, di Ambasciata, di Consolato e di singola istituzione scolastica; piena esigibilità dei diritti sindacali in materia di permessi secondo quanto stabilito dal CCNL;

• dare piena autonomia didattica, organizzativa ed economica alle scuole e alle istituzioni scolastiche statali italiane all’estero secondo quanto definito dalla legge e dal CCNL con l’istituzione del fondo d’istituto e la previsione di specifici organi collegiali anche per la gestione dell’autonomia; vanno definiti nella contrattazione integrativa nazionale i criteri di assegnazione e di utilizzo delle risorse contrattuali alle singole scuole e istituzioni scolastiche statali italiane all’estero;

• garantire la piena applicazione dei diritti al personale docente e ATA sia a t.i. che a t.d. in materia di assenze, congedi parentali, ferie, permessi e diritto allo studio e alla formazione, compresi diritti e tutele di derivazione contrattuale e di legge. Le modalità di fruizione dei diritti sopra elencati sono definite in sede di contrattazione decentrata nazionale;

• definire il trattamento economico, retributivo e previdenziale spettante al personale docente assunto con contratto a t.d.; pieno riconoscimento sia per i rapporti di lavoro a tempo determinato che a tempo indeterminato della retribuzione tabellare comprensiva anche dell’ex indennità integrativa speciale (come da art 77 CCNL vigente).

 

Stabilire che la destinazione all’estero, in quanto mobilità professionale, sia regolata dalla contrattazione. Pertanto, per garantire alle scuole e alle istituzioni scolastiche statali all’estero l’offerta di un più funzionale e qualificato servizio, si ritiene necessario definire:

·              nuove modalità di accertamento e valutazione dei requisiti professionali richiesti per la destinazione all’estero;

·              la revisione dei periodi e della durata di permanenza all’estero al fine di garantire a tutto il personale trattamenti omogenei e perequati che vadano nella direzione di consolidare e maggiormente qualificare gli interventi didattici e formativi.

 

Personale educativo Considerato che le istituzioni educative sono coinvolte nella pesante riorganizzazione dell’intero sistema scolastico, il contratto dovrà realizzare la tutela professionale degli educatori, un loro pieno coinvolgimento nei percorsi decisionali del  PTOF e dovrà individuare percorsi di riqualificazione e riconversione del personale perdente posto.

Bisogna tener conto che molti educatori già sono utilizzati come docenti. In relazione agli stessi processi innovativi, il contratto dovrà precisare, nel profilo professionale, le specifiche funzioni del personale educativo nell’ambito delle attività funzionali collegiali ed educative.

 

 

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