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Santa Ninfa: Ripristinata la portata dell’erogazione idrica

SANTA NINFA, 28 NOV- C’è voluto un intervento della Giunta comunale per ripristinare la regolare portata dell’erogazione idrica. Ciò perché, nei giorni scorsi, l’Eas, quasi per “punire” il Comune che non aveva accettato la presa in carico della fatiscente rete idrica, aveva disposto che la fornitura venisse ridotta del trenta per cento. Un provvedimento adottato anche nei confronti di altri comuni e che ha subito comportato una serie di disagi per i cittadini, molti dei quali non sono riusciti a riempire adeguatamente i propri serbatoi e le proprie cisterne. La riduzione dei flussi idrici giornalieri, data la particolare conformità morfologica del territorio, ha infatti causato il venir meno della pressione necessaria all’interno della rete per la distribuzione dell’acqua alla varie utenze, causando in alcuni casi l’interruzione dell’erogazione e non la semplice riduzione.
Il sindaco Giuseppe Lombardino (che ieri è stato ascoltato, assieme al presidente del Consiglio comunale Carlo Ferreri, in audizione davanti alla commissione Ambiente dell’Ars) ha annunciato, ieri sera, durante una seduta del Consiglio comunale, che presenterà una denuncia alla Procura per interruzione di pubblico servizio.
Ma in attesa che il Tar si pronunci (il 6 dicembre) sul ricorso presentato dal Comune contro gli atti adottati dal commissario ad acta e contro la norma della Regione che ha trasferito le condutture idriche agli enti locali, la Giunta ha trovato un accordo con «Siciliacque», che consentirà l’erogazione anche della quota mancante. Per farlo ha previsto una variazione di bilancio che mette a carico delle finanze municipali il pagamento di questa differenza. Peraltro sono già diversi anni che il Comune si sostituisce all’Eas nella riparazione dei guasti della rete idrica, perché l’Ente acquedotti siciliani non vi provvede.
Già ieri l’erogazione idrica è tornata normale. «Un intervento doveroso – lo ha definito Lombardino – perché i cittadini non possono pagare per le storture causate da norme inappropriate». Il Consiglio comunale, all’unanimità, il mese scorso aveva respinto la delibera che prevedeva l’acquisizione della rete paventando il rischio di un dissesto finanziario
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