Santa Ninfa: Consiglio comunale approva mozione per il sostegno a famiglie e imprese

SANTA NINFA. Come anticipato ieri, prima di dare il via libera al bilancio, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione per il sostegno a famiglie e imprese che prevede dilazione dei tempi per il pagamento dei tributi e sgravi per famiglie e attività commerciali e produttive. Un supporto di carattere economico, nel tentativo di agevolare in ogni modo la ripresa delle attività economiche messe in ginocchio dalla lunga chiusura causata dalla pandemia. Il documento era stato presentato congiuntamente dai due gruppi consiliari di maggioranza e minoranza.
Nell’atto di indirizzo, i consiglieri impegnano l’amministrazione comunale a farsi carico di una serie di interventi. Anzitutto, per quanto concerna la prima rata dalla Tari (la tassa sui rifiuti) per le utenze domestiche, se ne chiede il rinvio «alla scadenza più lontana possibile». Relativamente invece alla Tari per le attività commerciali e produttive si richiede l’esenzione totale per i tre mesi di marzo, aprile e maggio per quegli operatori economici costretti alla chiusura forzata per decisione del governo. Per ciò che concerne il pagamento dei canoni di locazione dei fabbricati di proprietà comunale (quelli dell’Area artigianale) si propone l’esenzione del 40 per cento del loro ammontare per i tre mesi del lockdown. Una misura, questa, che unita al credito d’imposta del 60 per cento previsto dal governo, consentirà l’esenzione totale dal pagamento. Chiesta poi l’esenzione dal pagamento dei canoni di affitto degli alloggi popolari (sempre per tre mesi) per gli inquilini in difficoltà economica. Per quanto concerne l’Imu, invece, la mozione richiede il differimento della prima rata al 30 settembre per quei contribuenti che hanno registrato difficoltà economiche e per le attività che sono state costrette alla chiusura. E poi ancora l’esonero dal pagamento della Tosap dal primo maggio al 31 ottobre per i titolari di concessioni concernenti l’utilizzazione del suolo pubblico, oltre alla possibilità di ampliamento delle aree in concessione «al fine di garantire il distanziamento sociale». Inoltre, l’esonero dal pagamento delle rette per le mense scolastiche per tutto il periodo di chiusura delle scuole e fino alla loro riapertura. I consiglieri chiedono infine all’amministrazione la prosecuzione della distribuzione dei buoni spesa ai bisognosi, «la promozione di iniziative e strumenti per favorire la sopravvivenza delle associazioni culturali e sportive locali» e  «l’adozione di tutte le misure necessarie per consentire ai giovani studenti di potere rientrare nelle aule scolastiche il prima possibile».
Il capogruppo della minoranza Lorenzo Truglio ha voluto esprimere soddisfazione 
«per l’apertura del sindaco e per la collaborazione del presidente del Consiglio comunale. Si tratta – ha aggiunto – di proposte che vanno incontro alle esigenze dei cittadini e delle attività produttive danneggiate dal lockdown». Il presidente dell’assemblea civica Carlo Ferreri ha invece sottolineato, oltre alla proficua collaborazione tra maggioranza e opposizione consiliare, il lavoro di raccordo degli uffici, «che ha consentito una sintesi delle varie proposte e una scrittura delle stesse rispettosa delle norme». Per rendere operative queste misure sarà necessario, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, modificare il bilancio di previsione approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 23 giugno. Il sindaco Giuseppe Lombardino ha preso un impegno solenne in aula: «Lo strumento finanziario andrà emendato per dare seguito a queste proposte. Si tratta – ha aggiunto – di segnali, concreti ma a volte anche simbolici, che vanno in soccorso di chi ha sofferto maggiormente gli effetti delle chiusure dei mesi scorsi». (Nella foto una seduta del Consiglio comunale)

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