Santa Ninfa: Approvato il bilancio di previsione. Durissimo attacco ai revisori

SANTA NINFA. Il Consiglio comunale, nella sua ultima seduta, ha approvato a maggioranza (sette favorevoli, quattro astenuti) il bilancio di previsione. Ancora una volta Santa Ninfa è tra i primissimi comuni siciliani a dotarsi dello strumento finanziario entro i termini di legge. Un risultato ottenuto, come è stato sottolineato dalla maggioranza consiliare, «grazie alla capacità di programmazione dell’amministrazione e a quella elaborativa degli uffici».

I numeri. Il bilancio dell’ente prevede entrate e spese complessive per circa 40 milioni di euro e tiene conto anche del risultato di amministrazione presunto relativo al 2019 per quasi tre milioni (2.976.282 euro per la precisione), che però sono quasi interamente accantonati a copertura prudenziale dei crediti di dubbia esigibilità, delle eventuali perdite delle società partecipate (nello specifico la «Belice Ambiente», che gestiva il servizio rifiuti) e della soccombenza nei contenziosi legali.
L’attacco ai revisori. La discussione in aula, però, più che sui numeri, è ruotata attorno al parere non favorevole espresso dai revisori dei conti (Rino Grillo, Giuseppe Giacalone e Salvatore Glorioso), per i quali esisterebbe un debito del Comune nei confronti della ex partecipata «Belice Ambiente» di oltre un milione di euro non coperto in bilancio. Una ricostruzione, quella dei revisori, smentita da una dettagliata relazione dalla dirigente dell’Area finanziaria dell’ente, Mimma Mauro, che ha spiegato che «non esiste alcun provvedimento che preveda il pagamento di questa somma al liquidatore della società, ma piuttosto è in atto una interlocuzione per addivenire ad una transazione per una somma nettamente inferiore (731mila euro), che trova regolare copertura tra i residui passivi, a cui si aggiunge un accantonamento prudenziale, nel rendiconto, di ulteriori 145.645 euro». Ciò ha dato la possibilità ai consiglieri di sparare ad alzo zero nei confronti dei revisori, la cui assenza dalla seduta d’aula è stata pesantemente stigmatizzata dal presidente Carlo Ferreri, che si è detto «rammaricato» per tale assenza. «Avrebbero potuto spiegare e rispondere alle osservazioni», ha aggiunto. «Non esiste alcun debito del Comune nei confronti della ex partecipata – ha chiarito anche Linda Genco – ma semplicemente una pretesa  dalla curatela fallimentare non riconosciuta dal Comune, bensì oggetto di contestazioni, e  soprattutto non riconosciuta da alcun giudice». Come si è premurato a sottolineare anche il sindaco Giuseppe Lombardino, che ha ribadito la correttezza dell’operato, nel tempo, dell’amministrazione e del Consiglio comunale, «che ha approvato dei piani finanziari predisposti in base ai calcoli scrupolosi del responsabile dell’Area tecnica Vincenzo Morreale». Durissimo l’attacco di Rosario Pellicane, che ha parlato di decisione «sconcertante» da parte dei revisori, che avrebbero «perseverato nella loro cocciuta convinzione di fronte ai chiarimenti della responsabile di ragioneria». Quindi, ha concluso Pellicane, «delle due, l’una: o la nostra dirigente dell’Area finanziaria è una incompetente, e noi non lo pensiamo, o il metodo del sorteggio dei revisori dei conti va profondamente rivisto».
Il capogruppo della minoranza Lorenzo Truglio, che aveva richiesto il rinvio del punto in discussione, ha annunciato il voto contrario: «Noi – ha detto – ci saremmo astenuti nel complesso come segno di apertura e collaborazione, però c’è la questione del parere non favorevole dei revisori. Avremmo preferito un rinvio a garanzia di tutti».
L’aula ha anche approvato, con l’astensione dei quattro consiglieri di minoranza, il Documento unico di programmazione che indica gli indirizzi strategici ed operativi per l’anno in corso.
La mozione per la ripresa. Prima di dare il via libera al bilancio, il Consiglio aveva approvato, stavolta all’unanimità, una mozione che prevede una dilazione dei tempi per il pagamento dei tributi e una serie di sgravi per famiglie e attività commerciali e produttive. Un supporto di carattere economico nel tentativo di agevolare la ripresa dopo la lunga chiusura causata dall’epidemia. Di queste misure daremo conto domani. (Nella foto una seduta del Consiglio comunale)

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