Salemi, l’emergenza socio-assistenziale da Covid-19

Al via le domande per i buoni spesa con fondi regionali

SALEMI – Al via a Salemi le domande per l’ottenimento dei buoni spesa e dei voucher per l’emergenza socio-assistenziale da Covid-19. Si tratta dei buoni finanziati con fondi regionali che arrivano dopo i sussidi erogati nel periodo più caldo dell’emergenza Covid-19 attraverso le risorse dirette del bilancio del Comune di Salemi e i finanziamenti messi a disposizione dal governo nazionale. I voucher serviranno all’acquisto di alimenti, farmaci, prodotti per l’igiene personale e al pagamento delle utenze. Si va da un minimo di 300 euro per un nucleo familiare composto da una sola persona e un massimo di 800 per le famiglie composte da cinque o più persone. I buoni saranno corrisposti per il periodo dell’emergenza e fino all’esaurimento dell’importo assegnato al Comune di Salemi.

L’avviso con tutte le istruzioni per accedere al sussidio e il modulo per la richiesta sono reperibili nella sezione ‘News’ del sito del Comune (www.salemi.gov.it). Le domande per quanto riguarda il mese di giugno devono giungere entro il 3 agosto, via e-mail/Pec: protocollo@cittadisalemi.it e protocollo@pec.cittadisalemi.it sono gli indirizzi messi a disposizione dall’amministrazione comunale. Per i casi di “estrema difficoltà ad inviare le e-mail/Pec – come spiega l’avviso – è possibile rivolgersi allo sportello di segretariato sociale al numero 0924/991202, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12, e il giovedì dalle 15.30 alle 17.30. Chiunque abbia difficoltà a compilare l’istanza potrà eventualmente, rivolgersi alle associazioni del Terzo settore e di volontariato presenti al Comune.
Fissate alcune caratteristiche per l’accesso al sussidio: i buoni sono destinati a chi non percepisce alcun reddito da lavoro, né da rendite finanziarie, e a chi non è destinatario di alcuna forma di sostegno pubblico come ad esempio Reddito di cittadinanza, Rei, Naspi, Indennità di mobilità o Cassa integrazione. Le risorse sono destinate per legge “prioritariamente ai nuclei familiari che non percepiscono alcuna altra forma di reddito o alcuna altra forma di assistenza economica da parte dello Stato, compresi ammortizzatori sociali e reddito di cittadinanza”.


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