Polizia Municipale ai seggi: marcia indietro da parte del Ministero

paletta polizia municipale

REDAZIONE, 14 APR – Lo scorso 5 aprile, con una nota a firma del Capo della Polizia, Alessandro Pansa, per non meglio definite problematiche amministrative, tutti gli appartenenti ai Corpi e Servizi di Polizia Municipale erano stati esclusi dal servizio ai seggi in occasione del referendum del 17 aprile prossimo.
La notizia ha sollevato un vespaio e, in ogni parte d’Italia, sindacati e appartenenti alla Polizia Municipale, hanno fatto sentire la loro voce denunciando il tenore di una disposizione che mortifica la dignità e la professionalità acquisita negli anni da chi a questi Corpi e Servizi appartiene.
Appena sette giorni dopo, il Ministero, sempre tramite il Capo della Polizia, fa marcia indietro sulle proprie decisioni e, comunicando il superamento delle problematiche amministrative riscontrate, riammette la Polizia Municipale al servizio di vigilanza ai seggi.
Quali erano le problematiche amministrative riscontrate non è dato saperlo; quello che emerge è che, ancora una volta, la Polizia Municipale viene bistratta, derisa e mortificata.
L’aver riammesso la Polizia Municipale ai seggi, comunque, non deve far diminuire l’attenzione sul problema più importante da risolvere: la necessità di avere a breve una legge di riforma della Polizia Municipale che ponga fine a tutti i dubbi sul ruolo e sulle funzioni della stessa.
Qui non si vuole entrare nel merito del contenuto di tale legge di riforma, ma che sia necessaria, dopo il recente balletto di esclusioni e riammissioni, è fuor di ogni dubbio.
Intanto, il Ministero e i suoi organi periferici, come i Prefetti, chiedono alla Polizia Municipale un impegno sempre maggiore in attività che, senza ombra di dubbio, sono attività di polizia. È proprio di questi giorni una nota del Prefetto di Trapani che, in vista dell’aggiornamento del Piano Provinciale Antiterrorismo, chiede a tutti i Sindaci dei Comuni della provincia il numero e la tipologia delle risorse disponibili delle rispettive Polizie Municipali, sia in termini di uomini che di mezzi da utilizzare nei casi di emergenza. In sostanza, chi in un primo momento non è stato considerato quale appartenente alle forze di polizia (vedi servizio ai seggi), in futuro potrebbe essere inserito, a pieno titolo, in operazioni antiterrorismo, tipica attività di polizia. Ulteriore esempio di come, in materia, la confusione regna sovrana.
La Polizia Municipale ha bisogno di certezze, di sapere in maniera definitiva se è o meno forza di polizia a tutti gli effetti e, in proposito, si rivolge una richiesta ai nostri politici e, in particolare al Ministro dell’Interno, affinché una volta e per sempre decidano cosa ne vogliono fare degli oltre 60.000 agenti di Polizia Municipale in servizio.

di Giuliano Panierino

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