Partanna, una giornata per ricordare Rita Atria e con lei tutte le vittime di mafia

Domani alle 9 si aprirà la manifestazione promossa dalla rete antimafia di Brescia

 PARTANNA. Una giornata per ricordare Rita Atria e con lei tutte le vittime di mafia, i sopravvissuti e i testimoni di giustizia. Farà tappa domani a Partanna, dopo Palermo e Cinisi (dove sarà commemorato Peppino Impastato, altra figura simbolo della lotta a Cosa nostra), il progetto educativo nazionale “Sulle orme dei veri eroi”, promosso dalla reta antimafia di Brescia, presieduta dal docente Mario Belsito, e patrocinato dal Miur. Per la mattinata di commemorazione, patrocinata dal Comune, saranno presenti oltre mille studenti provenienti dalle scolaresche di Partanna, dei comuni limitrofi e di diverse città del Nord Italia che si recheranno intorno alle 9 sulla tomba di Rita Atria per un commosso saluto. Alle 9,30 proseguiranno quindi in corteo verso il Castello Grifeo nel cui atrio alle 10 si svolgerà il concerto dell’orchestra di fiati del liceo “Piria di Rosarno”. Altro momento centrale della manifestazione saranno le testimonianze di Giovanni Impastato (fratello di Peppino), Graziella e Ninni Domino (genitori di Claudio Domino, freddato a  soli 11 anni nel 1986), Giuseppe Costanza (autista giudiziario di Giovanni Falcone, sopravvissuto alla strage di Capaci che costò la vita al magistrato, alla moglie e alla scorta), Nando Domè (figlio di Giovanni Domè, portiere ucciso a Palermo nella strage di viale Lazio del 1969) e Massimo Sole (fratello di Giammatteo, assassinato nel 1989 solo perché conosceva superficialmente il figlio di un boss). L’intervento conclusivo sarà affidato alla deputata del M5S Piera Aiello, cognata di Rita Atria e lei stessa testimone di giustizia. “Il ricordo di Rita e degli altri eroi del nostro tempo e il loro coraggio – afferma il sindaco Nicolò Catania – devono esserci da esempio ogni giorno. La loro ribellione a un sistema arcaico e violento che eliminava senza pietà chi intralciava anche innocentemente il suo cammino deve farci riflettere, deve essere uno sprone continuo a non dimenticare e ad agire sempre nel pieno rispetto della legalità perché la cultura mafiosa va debellata totalmente non solo al livello delle organizzazioni ancora esistenti ma deve essere prima di tutto estirpata dalla mentalità comune”.   

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