Palermo, spese pazze all’Ars: 4 anni e 3 mesi al sindaco di Catania. La replica: ”Amarezza per sentenza ingiusta”

“La notizia della condanna a 4 anni e 3 mesi del sindaco di Catania Salvo Pogliese nel processo ‘Spese Pazze’ quando rivestiva la carica di deputato regionale apre adesso scenari preoccupanti per la città, visto che adesso si arriverà alla sospensione dalla carica, secondo quanto stabilito dalla legge Severino”. Così in una nota la deputata catanese del MoVimento 5 Stelle Maria Laura Paxia. “Adesso – conclude – ci aspettiamo da Pogliese una presa di coscienza e che quindi si dimetta al più presto da sindaco per dare alla nostra città una nuova guida politica che merita”.

Sentenza gruppo Pdl Ars, dichiarazione sindaco Salvo Pogliese:”Amarezza per sentenza ingiusta”

“Non posso nascondere enorme amarezza e grande delusione per una sentenza che trovo assolutamente ingiusta. Ma da uomo delle istituzioni la devo accettare e rispettare. Nella mia vita mi sono sempre comportato da persona perbene e onesta interpretando i ruoli, che i catanesi e i siciliani mi hanno affidato, con grande generosità, passione e infinito amore per la mia terra e per la mia Catania a cui sono visceralmente legato. Lo stesso amore che due anni fa’ mi ha portato a lasciare un prestigioso ruolo al parlamento europeo per servire la mia città (in dissesto e con 1.580.000 di euro di debiti ereditati ), con una contestuale decurtazione della mia indennità dell’80% e rinunziando alle tutele giuridiche che quel ruolo mi avrebbe garantito. L’ho fatto perché sono assolutamente certo della mia correttezza etica e morale. Ho affrontato il processo con grande dignità, con documenti alla mano, e con decine di testimoni che hanno puntualmente confermato la correttezza del mio operato e l’assoluta “unicità” di chi ha anticipato ingenti risorse personali per pagare gli stipendi e il tfr dei dipendenti del proprio gruppo parlamentare e le spese di funzionamento, cosa mai accaduta all’Ars e in qualsiasi altro parlamento. Prendo atto con grande delusione che ciò non è bastato a convincere chi doveva giudicarmi. Auspico che l’appello a questa ingiusta sentenza sia quanto prima, affinché possa finalmente trionfare la giustizia e si possa dare la giusta rivincita a chi da oltre trent’anni, insieme a tanti amici e simpatizzanti, è stato sempre in prima linea per i valori dell’etica e della morale pubblica”.

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