Nicolosi. Sequestrata cava abusiva in area sottoposta a vincolo paesaggistico del “Parco dell’Etna”: 1 denuncia.

NICOLOSI (Ct), 20 FEB – I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Catania, nel corso di attività di controllo avviate già da tempo nel territorio di alcuni comuni facenti parte dell’estensione del parco dell’Etna, hanno proceduto su disposizione della Procura della Repubblica di Catania al sequestro preventivo di una cava di materiale basico-lavico posta in località Casellazza del comune di Nicolosi.

Le indagini effettuate hanno evidenziato che, negli ultimi 20 anni, tutte le attività estrattive eseguite in quell’area erano state condotte abusivamente, in quanto in totale assenza di autorizzazione, ed in zona sottoposta a speciale vincolo paesaggistico e naturalistico del “parco dell’Etna”.

Nell’area, di amplissima estensione (pari a circa sei ettari), sono stati rilevati piani di cava che si sviluppano per centinaia di metri, con fronti in alcuni punti alti anche 15/20 metri. Difficile quindi, al momento, una qualunque quantificazione del materiale estratto abusivamente, ritenuto comunque nell’ordine di centinaia di migliaia di metri cubi di roccia lavica risultata essere stata avviata a lavorazione, frantumata e commercializzata.

Diverse le contestazioni penali mosse al titolare, indagato per aver avviato lavori di estrazione di materiale basalto – lavico su un’area posta all’interno del perimetro del Parco Naturale dell’Etna in assenza della prescritta autorizzazione, di competenza del Distretto Minerario, oltre che per violazione dell’art. 734 del codice penale per aver causato il deturpamento dei luoghi sottoposti a speciale tutela di tipo paesaggistico, ed accertate responsabilità di carattere penale ed amministrativo in tema di violazione delle norme di sicurezza per i lavoratori e di omessa comunicazione agli enti competenti di inizio e conduzione delle attività.

Con l’attuale sequestro salgono a sette nel corso dell’ultimo anno, le aziende presenti nel territorio dei Comuni di Mascali, Milo, Nicolosi e Belpasso sottoposte a mirate ispezioni, da parte dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania, che hanno consentito il sequestro complessivo di dieci cave abusive, diversi impianti di frantumazione e di produzione di calcestruzzi privi delle necessarie autorizzazioni per le emissioni in atmosfera e di molti mezzi di cava (escavatori, camion, pale meccaniche) operanti illecitamente.

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