MALAGIUSTIZIA ALL’ITALIANA: CALPESTATO ANCHE IL BUONSENSO

giustizia

REDAZIONE, 08 SET – Potrà sembrare strano ma in Italia purtroppo è così: grazie ad appigli burocratici o sconti di pena i criminali (veri) beffano le nostre leggi…Potrà sembrare un paradosso ma oltre alla Legge (che non può essere interpretata in base allo stato d’animo del momento) esiste il buonsenso. E qui in Italia accade spesso che lo si perda per applicare pedissequamente, o forzosamente, delle norme che stridono con la sicurezza, la convivenza civile e la tranquillità sociale. Molto spesso vengono ritenuti pericolosi socialmente dei gioiellieri, dei tabaccai o dei semplici cittadini che hanno difeso il negozio o la casa e la famiglia con le armi contro dei rapinatori. E così siamo costretti ad assistere, nostro malgrado, a decisioni senza senso ma politicamente corrette. Che dire poi di assassini o di killer mafiosi in libertà: perché se è vero che i tribunali sono intasati da inchieste e udienze, è altrettanto vero che non dare la precedenza a certi processi produce il solo risultato di rimettere in libertà persone pericolose. Vi è anche poi da considerare l’operato decisamente strano per non definirlo assurdo di certi Pm, capaci di intestardirsi su dei ricorsi contro sentenze giuste (in quanto la legge è stata applicata) non portando nuove prove (si sa che col rito abbreviato ad esempio non è possibile apportare alcun cambiamento a quanto in possesso in termini di prove di reato) facendo così perdere tempo e denaro all’intera comunità, oltre che magari mettersi davvero ad operare per scoprire abusi, soprusi, magagne varie (che basta girare la testa di qua o di là si trovano sempre). E mi sovvengono alcuni nomi di commissari nominati in varie zone della Sicilia che risultano indagati….Sarà normale questa cosa? E’ cosa da Paese normale, civile e che è stato la culla del Diritto?

Poi non fa nulla se si da credito ai vari pentiti (ovvio il pentimento è solo per mero interesse personale, se non in rari casi, …ora non ci crede più nessuno) che si presentano a raccontare la favoletta suggerita loro. Senza essere in Magistratura ci sono riscontri possibili da fare su varie ammissioni che non solo stridono, ma risultano del tutto false. E noi abbiamo dei magistrati che credono a  queste persone….ai quali si accodano giornalisti che null’altro fanno che prendere comunicati e riscriverli se non ricopiarli addirittura. Allora fa comodo a tutti tutto ciò? E io cittadino italiano pago ( e pure profumatamente)  per una giustizietta così! Salvo poi vedere che la vera Gente di Legge viene lasciata sola nelle proprie indagini, come è, ahimè, già successo troppe volte, in questa Italietta. Io non ci sto!

di Elena Manzini

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