Luoghi da visitare: Campo-fermo

Campo-fermo è un luogo reale e soprattutto mentale e immobile.

Campo-fermo è un luogo dove la vita non scorre, perché è stata immortalata in un’unica diapositiva eternamente immutabile. Campo-fermo è un insieme di suoni e colori e pensieri, in sintesi una società viva e immota, fissata una sola volta e senza alcuna possibilità di superare se stessa.

Molti campo-fermesi, che vivono Campo-fermo quotidianamente, sono stati anch’essi immortalati dentro la diapositiva madre, eternamente immutabile, e non hanno più la capacità di andare oltre se stessi.

Sembra un mondo frutto di fantasia, una società impossibile, eppure Campo-fermo (intesa come società quasi priva di spinte culturali e di motivazioni al cambiamento) esiste.

Gli abitanti di Campo-fermo (molti, non tutti) sono provvisti di specchi nei quali, al compimento della maggiore età, ci si specchia per l’ultima volta. Gli specchi di Campo-fermo permetteranno di vedere i cambiamenti fisici che avverranno nel tempo, ma non permetteranno di scuotere gli spiriti degli uomini che si specchieranno per il resto della loro vita terrena. Rarissime volte si è assistito a cittadini che specchiandosi abbiano colto un cambiamento interiore o abbiano avuto una spinta verso un risorgimento spirituale. In genere, ciò non avviene. Raggiunta la maggiore età, appunto, si viene inesorabilmente fissati per l’eternità: nessuno dovrà mai cambiare spirito o riflettere sul mondo, sulla società, sul divenire costante di ognuno di noi. Tutto ciò non avverrà in quanto società immutabile. Ed è altresì vietato andare a scalfire il senso comune, il sentire quotidiano: le consuetudini dovranno vivere in eterno e senza mutare, in quanto consuetudini.

Sembra un luogo irreale, ma esiste. Sembra il dominio di una cultura impossibile, ma esiste. Campo-fermo esiste, e vivrà in eterno.

Tutti i pensieri di Campo-fermo rimarranno fissati perennemente; negli anni sono mutati e muteranno gli attori che daranno vitalità alla società priva di forza di risorgimento quale essa è, ma i pensieri no, questi non volgeranno mai verso ciò che potrebbe essere, verso una nuova linfa che abbia la forza di spazzare via e generare una nuova visione di se stessi e della società, e di se stessi nella società.

Campo-fermo è una diapositiva, è un tempo addietro che vive di pensieri ancorati con la migliore delle ancore.

A Campo-fermo, nessuno, o quasi nessuno, chiede conto del reiterarsi di azioni sbagliate, in quanto non sono ammessi altri modi e altri pensieri se non i pensieri esistenti, poiché non può mutare ciò che è stato immortalato per l’eternità. Campo-fermo vivrà in eterno ed eternamente privo di vitalità.

Da lungo tempo, tutto è avvolto in una coltre di nebbia fitta e trasparente. Molti cittadini respirano a pieni polmoni l’impossibilità del divenire della tessuto sociale, ma solo pochi colgono pienamente come Campo-fermo viva una vita non vita, cioè abbia la vitalità di una società prossima all’estinzione.

Servono nuovi occhi per andare oltre il bianco accecante della nebbia fitta (e trasparente) in cui si rigenerano i pensieri dominanti.

L’autore del “Gattopardo”, Tomasi di Lampedusa, è stato (quasi) sconfitto.

Se avesse conosciuto più da vicino l’insieme quasi impossibile di Campo-fermo, avrebbe sì scritto il Gattopardo, ma non avrebbe sicuramente scritto la famosa frase “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”, perché  Campo-fermo vive di vita immobile.

Eppur si muove – lentissimamente.

[di Giovanni Stallone]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Privacy Preference Center

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: