[L’iniziativa] Una strada di Torretta Granitola intitolata a p. Giovanni Matteo Adami

Il prof. Giovanni Isgrò dell’Università di Palermo, da alcuni decenni impegnato nello studio dell’azione evangelizzatrice dei Gesuiti nel mondo, dall’Europa al centro e sud America, all’estremo oriente, in occasione della recente riunione della Commissione Toponomastica del comune di Campobello di Mazara, della quale egli fa parte, ha proposto che una strada di Torretta Granitola venga intitolata a padre Giovanni Matteo Adami, gesuita mazarese martirizzato e morto a Nagasaki il 22 ottobre 1633.
Si tratta di un evento di notevole importanza culturale, oltre che storico-religiosa, che si attualizza in riferimento al riavvio del processo di beatificazione del nostro sacerdote per il quale il prof. Isgrò si sta battendo insieme ai componenti del “Centro Studi G.M. Adami-Istituto del Dramma Sacro”, del quale fanno parte Don Orazio Placenti, la prof.ssa Edvige Ripa e la dott.ssa Maria Fedele Ballatore.
Giovanni Matteo Adami nasce a Mazara del Vallo il 17 maggio 1576. Dopo essere entrato nella Compagnia di Gesù a Roma, completa i suoi studi a Coimbra, in Portogallo, prima di andare in missione in Giappone. Lì inizia un lungo e intenso percorso di evangelizzazione che porta alla conversione migliaia di giapponesi, nonostante le avversità che progressivamente ostacolano sempre più l’azione dei Gesuiti fino alla loro persecuzione attuata a partire dal 1614.
Per quanto ordini superiori della Compagnia di Gesù portino i Gesuiti a lasciare il Giappone ed a stabilirsi a Macao, l’ultimo avamposto cinese più vicino, Giovanni Matteo Adami, sfidando il pericolo della persecuzione, fa ritorno clandestinamente nel 1618 all’arcipelago del Sol Levante.
Inizia così per padre Adami la ripresa dell’attività di conversione e di sostegno ai cristiani giapponesi sparsi anche nelle zone più impervie, durata quindici anni, intanto che si assiste ad un crescendo di terribili esecuzioni. In migliaia muoiono decapitati, bruciati vivi, impiccati, crocifissi, immersi in acque gelide. L’ultima terribile “invenzione” delle autorità giapponesi è il martirio della “fossa” consistente nel sospendere i condannati per i piedi e con la testa in giù immersa in una fossa colma di liquami. E’ proprio questo il martirio subito da p. Giovanni Matteo Adami.
A questo martire per la fede, ora finalmente prossimo alla beatificazione, va il riconoscimento proposto dal prof. Isgrò della intitolazione della strada della frazione di Campobello al confine con il territorio di Mazara del Vallo, abitato peraltro da una consistente comunità di mazaresi.

(Immagine del martirio).

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