[Libri] Quel Destinatario sconosciuto che conosce ognuno di noi: LETTERE A D.

[useful_banner_manager banners=11 count=1]

Il libro di Alessandro Assiri

REDAZIONE, 25 APR – Di poesia è pieno il mondo, ma il mondo fatica a trovare spigolatori degni di questi campi immensi, che sono i luoghi del senso, del disvelamento, del rinnovamento, della primavera della parola.

Nella poesia avviene la primavera e avvengono tutti i tempi della vita, altrimenti non cresce nulla: nella sua terra deve passare l’abbandono, il sole cocente, l’azzurro di marzo, le erbe coraggiose, le timide, i brulichii degli animali acquattati, i silenzi delle nevi.

La nuova raccolta di poesia di Alessandro Assiri assomiglia ad una stagione indispensabile: quella della sosta nel granaio, a respirare i fermenti e le metamorfosi del proprio cuore, a notare come pian piano tutto ciò che ci è caro – anche noi stessi – si impregni del caldo vapore della nostalgia.

«Lettere a D.», di Assiri, sua ultima silloge, per LietoColle – tra i suoi ultimi lavori In tempi ormai vicini e Lo sciancato e Caterina, per Cfr Edizioni, La stanza delle poche righe, Manni editore, Appunti di un falegname senza amici, LietoColle – è, appunto, un lungo discorso solo formalmente interrotto dalla forma – in forma di poesia, parafrasando Pier Paolo Pasolini – perché leggendolo il libro la primissima impressione è quella di un colloquio – soliloquio? – la cui bellezza sta nel fatto che continuamente si cerca a chi sia indirizzata la parola, la mente indaga, spulcia particolari – in fondo mi accudisci in un modo che sarebbe piaciuto/a uno qualunque dei tuoi cani/nutrivi il mio piacere in modo articolato – per dare un volto, una sembianza a D. E questo anche se Assiri, o contro di lui, come spesso accade ai testi complessi e colmi di significanti qual è la poesia, fin da subito dice che trattasi di sconosciuto. Ma a noi pare uno sconosciuto che Assiri conosce nelle pieghe più nascoste, nei sottopunti, direbbe un buon sarto.

Di certo, questo poesie si differenziano molto dalla precedente produzione del poeta bolognese trapianto a Verona per lungo tempo e ora tornato nella capitale emiliana, perché è il libro più intimo, tanto da avere l’impressione di spiare attraverso una serratura. E di vedervi – attenzione – tutta la nostra nostalgia per qualcosa che è perduto da poco, forse solo da qualche giorno. E perciò ancora più struggente, perché pare che tutto sia ricostruibile, allungando il passo o la mano. Ma così non è: Travestivi da aiuto le occasioni mancate e credo sia questo/che non ti ho mai perdonato/che ho sempre sentito più grave dell’abbandono della casa/di sabbia e di fogli (da Chi gioca con le biglie).

Qui c’è una cesura, la lama del tempo che ha fatto bene il suo lavoro, che ha separato senza che l’altro – l’altro, o se stessi – sia davvero ormai fuori dalla portata del nostro dolore, pur addolcito dal ricordo o proprio grazie al ricordo diventato enorme, invasivo.

Come l’odore dei fiori dei limoni in una limonaia che sboccia. C’è così tanto in «Lettere a D.», anche rancori, o risentimenti, pentimenti, resoconti con l’altro che, come vuole la buona poesia, fanno male, arrivano allo stomaco prima ancora che alla testa.

Poco alla volta siamo scivolati nell’errore più cupo/quello di trasformare l’uomo in lupo/ce ne siamo accorti tardi (…), in Senza padroni. Ci sono partenze, addii, il ritrovarsi nei gesti quotidiani, nelle stramberie, anche, del Destinatario, che lo rendono unico e insostituibile, pur se multiplo di ogni uomo o donna che si incontri e poi se ne vada: Raccontavi sempre di viaggi quando volevi sentirti più forte/di viaggi inventati o di quelli sentiti ripetuti mille volte/le valigie già pronte dietro tutte le porte, da Col mondo nella mia borsa.

Raccomandiamo la poesia, la poesia va proprio raccomandata come unico modo per rifarsi gli occhi, per trovare il sentiero della nostra gioia, tristezza, tenerezza, disperazione, consolazione. Quella di Assiri assolve a questo compito nel modo che solo il vero poeta sa.

http://www.larena.it

[useful_banner_manager banners=29 count=1]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: