Il messaggio del vicesindaco al Vescovo, in visita pastorale

Ad accogliere monsignor Mogavero, c’erano anche il presidente del Consiglio Simone Tumminello, autorità civili e militari, i cavalieri dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme e una vasta platea di fedeli

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 CAMPOBELLO, 18 APR – Ѐ stato il vicesindaco Antonella Moceri, ieri mattina, a dare il benvenuto al vescovo Domenico Mogavero, che da oggi è impegnato nella sua prima visita pastorale a Campobello. Da oggi, infatti, e sino a giovedì, il vescovo sarà presente nella nostra città per incontrare i fedeli delle attività parrocchiali, le istituzioni, le realtà socio-economiche e i cittadini.

Questo il messaggio che il vicesindaco ha rivolto a Monsignor Mogavero, all’interno della villa comunale, dove si è svolta la cerimonia di accoglienza alla presenza del presidente del Consiglio comunale Simone Tumminello, dell’arciprete don Nicola Patti e del parroco don Pietro Pisciotta, delle autorità civili, militari e religiose, dei cavalieri dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme e di una vasta  platea di fedeli:

«Eccellenza reverendissima, è con grande emozione e con grande gioia che, in occasione dell’avvio di questa sua graditissima visita pastorale, a nome mio personale, del Sindaco, dell’Amministrazione comunale e di tutta la città che mi onoro di rappresentare Le rivolgo il più cordiale saluto di benvenuto. 
Oggi è una bella giornata per l’intera nostra comunità, a cui è stata data l’opportunità di vivere una emozione intensa e particolare: quella di ricevere un ospite illustre come Lei, che oggi ha saputo diffondere un momento di gioia, unitamente a una trepidante ansia, come quella che si vive quando si aspettano visite importanti, tirando fuori dai cassetti e dalle vetrine le cose più belle per dare tono e solennità al momento.                                       
Oggi la sua presenza in mezzo a noi rappresenta un evento veramente straordinario e vorremmo che questa visita pastorale, organizzata alla distanza di quasi 50 anni dall’ultima volta, quando ricordo che venne interrotta a causa del terremoto del 1968, fosse vissuta significando paradossalmente un altro terremoto, ma questa volta in senso positivo, ossia come sconvolgimento delle coscienze affinché si incominci a fare Chiesa, mostrando e aprendo il cuore buono e cristiano di questa semplice comunità campobellese. 
Campobello di Mazara è un piccolo paese dove ci si conosce tutti. Sarebbe bello che questa peculiarità potesse diventare opportunità e nello stesso tempo un motivo per fare in modo che l’esigenza di uno diventi il bisogno di tutti: questo significherebbe infatti vivere la politica della Misericordia tanto cara a Papa Francesco.
Ѐ una città nella quale la Chiesa può e deve essere vicina tutti i giorni alle istituzioni al fine di conoscere meglio i disagi e le sofferenze della gente. Proprio per questo oggi mi preme, in sua presenza, ringraziare don Nicola Patti, che sin dal momento del suo insediamento si è mostrato attivo e propositivo,  e don Pietro Pisciotta, che rappresenta la memoria storica, perché entrambi si prodigano quotidianamente per alleviare le tensioni sociali.
Durante questi giorni di Visita Pastorale conoscerà il nostro paese formato da gente ospitale, semplice, generosa e laboriosa e scoprirà le varie realtà economiche, sociali e politiche dibattendo temi importanti quali lavoro, ambiente, integrazione sociale, associazionismo, giovani e scuola.
Molte sono le emergenze che usciranno fuori, ma ancora di più saranno le nostre speranze di riuscire a contenerle. Sicuramente l’emergenza principale è rappresentata dalla mancanza di lavoro oggi più di ieri avvertita sia dai padri che dai figli. Per la prima volta da oltre un secolo, infatti, l’idea che la vita dei figli sarà migliore di quella dei padri è entrata in crisi e le difficoltà sono sempre di più, tant’è che il compito della politica è sempre più arduo, poiché di fronte alle paure del presente e alle incertezze del futuro, si deve cercare l’unità di intenti che non vuol dire uniformità di pensiero, ma consapevolezza dei ruoli assegnati per favorire il confronto fino a farlo diventare accrescimento per tutti e quindi raggiungimento del bene comune.
Eccellenza,
anche lei è figlio di questa terra di Sicilia, ne conosce bene le realtà; è ben consapevole dei problemi che la attraversano, questa nostra Comunità ha bisogno di Lei. Sappiamo che tutti i figli sono uguali per un padre, ma sappiamo anche che ogni figlio è diverso dall’altro, diverse sono le sensibilità, diverse le esigenze.  Insieme abbiamo un lungo lavoro da compiere, sfide difficili da affrontare, da oggi siamo impegnati a farlo avendo come imprescindibile riferimento il suo altissimo magistero spirituale.
Eccellenza reverendissima,
Le chiediamo dunque di considerare noi tutti, uomini, donne, anziani, giovani e bambini come la sua nuova famiglia e con sentimenti di speranza e gioia le apriamo i nostri cuori, fiduciosi che la grande tradizione di amore e di rispetto tra i campobellesi, unitamente alla serena e integrale accoglienza data agli immigrati abbia sempre a rinnovarsi e a non interrompersi mai.
E nell’augurarle buona permanenza a Campobello vorrei che accettasse con paterna benevolenza, il senso più profondo della stima e del rispetto che Le porgiamo prima ancora che come Pastore, come uomo giusto e leale, nella speranza che illumini il nostro cammino e ci tenga sempre presenti nelle sue preghiere».

 

[redazione]

Un pensiero riguardo “Il messaggio del vicesindaco al Vescovo, in visita pastorale

  • 18 Aprile, 2016 in 12:38
    Permalink

    Modesta sceneggiata, festicciuola dell’illusione di dio in un villaggio nel trapanese. Presenti: quattro gatti.
    Bella coreografia togliendo la quale, d’altronde, nessuno si sarebbe accorto di nulla, Mantelle crociate, odoraccio di incenso scaduto e giù le chiacchiere da baciapile vergognosamente supine di un vicesindaco che, ancora nel guado di una profonda ignoranza in materia teologica e della tragedia immane che il cattolicesimo ha costituito da duemila anni in qua, blatera frasi ad effetto pur sempre banali, e si illude di illudere gli astanti per compiacere l’ospite.
    Vigli urbani ben attillati, carabinieri e poveri scolaretti muniti di palloncini per festeggiare un inquisito dal tribunale di Marsala.
    Si rende così omaggio senza ritegno a riti e figure di basso medievo, in un’italietta intontita dal grande pifferaio di Roma che ammalia le masse disinformate, contro ogni logica e contro ogni evidenza di scandali, corruzione, sesso estremo e sporcizia che crescono come gramigna in ogni luogo di fede, primo fra tutti il territorio della dittatura vaticana.
    Comunque se una popolazione di diecimila residenti ha completamente ignorato l’avvenimento è già una bella prova di disgusto che avanza contro gli illusionisti del cosiddetto sacro.
    “Eccellenza reverendissima”, l’ha appellato la vicesindaca..ma eccellenza di che?
    La chiesa è moribinda, malgrado le apparenze.
    A poco varranno i salti mortali dell’ex diplomato in chimica ed ex buttafuori da discoteca, divenuto poi vescovo di Roma.
    Un Sindaco e così pure un vicesindaco ed un presidente del consiglio,
    tutti dovutamente e logicamente laici, non dovrebbero prestarsi a queste accoglienze di opinabilissimi sedicenti sensali del sacro e rappresentanti di una chiara nevrosi chiamata fede.
    E poi vorrei proprio vedere se una visita di un pastore capo valdese, di un rabbino, di un responsabile di altre sette religiose potrebbe ricevere una tale melassa incensante in posizione prona.
    Cara amministrazione campobellese, la religione di stato in Italia non esiste più, forse vi sfugge, per cui niente fasce tricolori, niente discorsi ufficiali, niente mobilitazione di forza pubblica (se non per l’ordine).
    Chiunque venisse a trovarci per motivi di fede, si incontri pure con chi gli pare e dove e quando, liberamente, ma non si assista allo sconcio di
    un trattamento specialissimo riservato ad una chiesa cattolica ammorbata (come da sempre) da tutti i mali possibili e spudoratmante ricca, ricca, diabolicamente ricca.
    E’ più facile che una gomèna (e non un cammello) entri nella cruna di un ago che un ricco in paradiso.
    E lei caro Mogavero è inquisito per una questione di soldi, di vile denaro, sterco del diavolo, e continua ad avere il coraggio di andare in giro a parlare di salvezza e di sociale, facendosi omaggiare da sindaci, vicesindaci e personaggetti politicanti tristemente digiuni su tutto e su di lei..eccellenza !!!
    Con i più distinti saluti.

    G. Drago – Circolo UAAR (Unione degli atei e agnostici razionalisti) di Reggio Emilia.-

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