[Fiction TV] Castellitto e “Il sindaco pescatore”: “Il film che non avrei mai voluto girare”

ROMA, 06 FEB – Sette colpi di pistola. Sono quelli che hanno chiuso una delle più belle storie d’impegno civile e di coraggio che il nostro Paese abbia offerto negli ultimi anni. E sono anche quelli che chiudono la fiction-evento Il sindaco pescatore, in onda lunedì 8 febbraio su Raiuno.  Una storia vera, che il regista Mauro Zaccaro ha raccontato senza cedimenti alla retorica, affidata invece, nel suo svilupparsi e trasformarsi in tragedia, alla sola forza delle immagini – siamo nella bellissima costa del Cilento – e allo straordinario carisma di Sergio Castellitto. È lui il sindaco pescatore Angelo Vassallo, eroe del nostro tempo che per amore della sua terra, del suo mare, non ha esitato a mettersi, nei primi anni del decennio scorso, contro forze oscure che hanno finito per ucciderlo.

Non era un semplice pescatore Angelo Vassallo, ma un uomo appassionato e visionario, marito innamorato e padre dolcissimo di due figli, capace di grandi sogni e di quotidiano, pragmatico impegno. Così, con queste armi all’apparenza, ma solo all’apparenza, spuntate, unite a uno straordinario senso della legalità, riesce a farsi eleggere sindaco e a trasformare i paesi di Pollica e Acciaroli, da anni abbandonati a se stessi, preda di lassismo e ruberie, in due gioielli capaci di vivere di turismo, di mare pulito, di natura incontaminata, persino di buon cibo legato alla dieta mediterranea.

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Un furore positivo che coinvolge tutti, quello di Vassallo-Castellitto: dagli inizialmente apatici e assenteisti impiegati del municipio (che soddisfazione quando soppianta la segretaria comunale nullafacente e cronicamente assente),  agli amici per anni demotivati, all’intera giunta guidata dall’entusiastica esperienza di un vecchio segretario comunale che si rimette in gioco per stare accanto al suo sindaco. Sogni, visioni e l’onestà che non guarda in faccia nessuno. Né l’amico che gli chiede di chiudere un occhio davanti a un abuso edilizio, né il proprio padre: fantastica la scena in cui guida personalmente gli incaricati del comune che vanno ad abbattere la veranda abusiva del pur amatissimo genitore, a cui dice: “Ho fatto buttare giù le altre, perché la tua no?” guadagnandosi gli applausi a scena aperta del pubblico di studenti in sala per l’anteprima.

Tra il pubblico, ospite d’onore, un emozionato presidente del Senato Piero Grasso, che ha ricordato prima della proiezione altri due sindaci della zona uccisi per aver fatto il proprio dovere e cioè Lorenzo Rago di Battipaglia e Marcello Torre di Pagani e ha accolto la famiglia di Vassallo. Accompagnate dalla bella colonna sonora scritta da Vito Abbonato e Andrea Ridolfi, le scene si susseguono in un crescendo che però fino alla fine non lascia trasparire il tragico epilogo.  Qualcosa di quel che sta per accadere lo si comincia a intuire solo quando il sindaco si accorge che nella sua Pollica, diventata appetibile preda di speculatori, arriva anche la droga. La sera del 5 settembre del 2010, quando è appena stato rieletto sindaco con il 100% dei voti, quando ha appena festeggiato il suo sogno di ottenere per Pollica e Acciaroli le cinque bandiere blu di Legambiente, sette colpi di pistola stroncano i sogni del sindaco-pescatore. Ma non ne cancellano il ricordo. Anche se finora i suoi assassini sono impuniti.

[di Cinzia Marongiu  – http://spettacoli.tiscali.it]

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