Dopo 28 anni in coma vegetativo si risveglia pronunciando il nome del figlio

L’appello: “Quando sono in un simile stato non considerateli morti”

Nel 1991, a seguito di un violentissimo incidente stradale, la 28enne Munira Abdulla entrò in coma. Le sue condizioni, evidenziarono all’epoca gli stessi medici, erano gravissime e, da lì a poco, la donna entrò in uno stato vegetativo. A distanza di 28 anni la donna si è però risvegliata. Il figlio Omar, anche lui coinvolto nel drammatico incidente, ma uscito illeso dallo stesso grazie alla madre, che ebbe l’istinto di proteggerlo facendogli scudo con il proprio corpo, non crede ancora ai propri occhi. Munira, stando a quanto pubblicato sulle pagine del The National, per tutti questi anni sentiva le voci di chi le stava accanto, ma non era in grado di reagire. Lo sentiva quando andava a fargli visita, praticamente ogni giorno, e lo sentiva anche quando, in età ormai adulta, discuteva con il personale della clinica di Bad Aibling, in Germania.

Un sogno diventato realtà

“Sognavo questo momento da anni – racconta emozionato Omar, che oggi di anni ne ha 31 –  sono sempre stato convinto che sarebbe tornata indietro da quel tunnel”, e così è stato. Inutile dire che Munira dovrà affrontare ancora innumerevoli sfide, ma il peggio sembra passato. Ora, quantomeno, potrà comunicare con la sua famiglia, anche se la sua vita non sarà quella di una volta. Munira, una cittadina degli Emirati Arabi, si è risvegliata improvvisamente, pronunciando il nome del proprio bambino, ormai diventato adulto.

Non considerateli morti

Omar, consapevole delle difficoltà che dovrà affrontare, sprona “la gente a non perdere la speranza per i propri cari: non considerateli morti quando sono in un simile stato”. Il risveglio risale a qualche mese fa, ma la notizia inizia a circolare soltanto ora. “Non ho mai mollato – racconta Omar – perché ho sempre sentito che un giorno si sarebbe risvegliata”. E infatti, nel 2018, quando il ragazzo si trovava nella stanza d’ospedale accanto alla madre, l’ha sentita farfugliare qualcosa: “Mi sono svegliato al suono di qualcuno che mi stava chiamando. Era lei, stava chiamando il mio nome”. “Volavo dalla gioia, per anni avevo sognato questo momento, e il mio nome era la prima parola che diceva”. Nel giro di qualche tempo la donna è diventata più reattiva, in grado di sentire dolore e avere alcune conversazioni. Ora è stata trasferita ad Abu Dhabi dove continua la sua riabilitazione.

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