CITTA’- NATURA: RAPPORTO BIUNIVOCO

città natura

di Elena Manzini

REDAZIONE, 11 DIC – Siamo oramai giunti ad un punto in cui si rende necessario cambiare il nostro modo di pensare a seguito dell’urbanizzazione, talvolta eccessiva, degli spazi. Quindi o continuiamo a demonizzare le città (e dopodiché comunque non si va da nessuna parte) o accettare che città e natura possono coesistere ma armonizzate grazie ad una urbanizzazione sostenibile.
Nel XXI secolo Asia ed Africa vedranno una rapida espansione della crescita urbana a causa dell’aumento della popolazione. Ecco che si renderà necessario pianificare uno sviluppo delle infrastrutture urbane nelle strade, negli impianti di tubazione, nelle linee elettriche e nelle scuole. Quindi gli attori che interverranno (ecologisti, urbanisti, economisti e paesaggisti) dovranno considerare il ruolo delle infrastrutture naturali, ossia gli habitat o gli spazi naturali ricreati dall’uomo da cui i cittadini traggono beneficio.
Attualmente è una sorta di moda quella di esaltare le infrastrutture naturali ma spesso è difficile riuscire a trovare punti di riferimento che spieghino come pianificare e mettere in pratica questo tipo di progetti.
Le città offrono molte economie di scala, riducendo l’uso procapite di alcune risorse. Molti ambientalisti guardano all’attuale urbanizzazione della nostra specie con malinconia perché sostengono che questo fenomeno sancisca “la fine della natura”. Secondo molti attivisti dell’ambiente siamo arrivati ad un punto in cui ogni metro quadrato di terra ed ogni ecosistema è stato alterato dall’uomo e dunque la natura vera e propria non esiste più.
Se da una parte la natura selvaggia è sempre più rara, i processi naturali sono ancora molto importanti per le città. Invece di considerare il XXI secolo come la fine di qualcosa, bisognerebbe vederlo come un inizio, una sorta di rivoluzione Si sta creando un mondo nuovo, un mondo urbano. Questo mondo urbano potrebbe essere una distopia, un’utopia negativa, solo se permettiamo che ciò accada. Piuttosto che assoggettare la natura al nostro volere, dovremmo assoggettare il nostro volere per vivere in armonia con essa. In questo senso i benefici forniti dagli ecosistemi al genere umano, ci offrono strumenti essenziali per seguire percorsi alternativi.
Siamo diventati una specie urbana a prescindere dal fatto che siamo pronti o meno per questo cambiamento. Se scegliamo di ignorare le vie della natura, se maltrattiamo il paesaggio come se fosse un oggetto usa e getta, allora la distopia si realizzerà. Se al contrario scegliamo di ragionare su come urbanizzare, su come preservare allora avremo un mondo più bello e umano.
Come a dire: avremo un mondo che ci meriteremo.

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