Cina: Va a ruba la “Cocaina Acquatica”

di Elena Manzini

totoaba

REDAZIONE, 15 GEN – La cocaina acquatica, così  l’hanno soprannominata i cinesi per l’alto costo (dai 2500 ai 10.000 dollari l’etto) nient’altro è che la vescica natatoria del pesce Totoaba (Totoaba macdonaldi) venduta essiccata come rimedio naturale (secondo la medicina tradizionale cinese, ma la scienza ufficiale non ne ha mai confermato i benefici) o come alimento. Oppure come oggetti da collezione, regali o investimenti. Ma il Totoba è una sorta di ripiego: Infatti era tradizione la pesca Bahaba sempre per la sua vescica. Ma la cattura indiscriminata per troppi anni, o meglio, secoli ha portato la specie cinese all’estinzione. Tutto ciò però sta portando sta portando verso la medesima strada due specie ittiche, compreso un piccolo mammifero marino, Vaquita o Focena del Golfo del Messico (Phocoena sinus), che non è mai stata cacciata direttamente ma spesso rimane intrappolata nelle reti posizionate per la cattura del pesce Totoaba.Nel 2000 gli studi della Commissione per il Recupero della Vaquita portarono alla conclusione che ogni anno nelle reti muoiono dai 39 agli 84 esemplari .

Hong Kong è il maggiore mercato dove si può trovare il prodotto finito, che viene altresì venduto via web.

L’Eia (Environmental Investigation Agency) ha dato l’allarme in quanto il totoaba è un pesce endemico delle acque messicane dove vive anche l’ultima popolazione di vaquita. Sembra che al mondo  esistano meno di 100 esemplari di vaquita. Si stima che la specie possa scomparire prima del 2018. Entrambe le specie sono protette da leggi internazionali e la pesca del totoaba è vietata dal 1975.

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