CI STIAMO DISUMANIZZANDO?

1a

CAMPOBELLO, 20 GIU Smartphone, social network: facciamone buon uso! Questo è uno di quei momenti in cui urge in me, ancora una volta, il bisogno di rivolgermi ai miei ex alunni (ma non solo) per condurli ad una seria riflessione comune, ispirata dall’osservazione dei cambiamenti, imposti alla vita moderna, dall’evoluzione della tecnologia.

È sempre viva in me la voglia di cogliere negli occhi dei miei interlocutori dubbi, incertezze, disorientamenti che a tratti emergono e che non trovano risposte nella società attuale, ormai del tutto virtualizzata e sempre meno disposta a valorizzare la spiritualità dell’uomo.

Sono sicura, però, che i bisogni dell’anima e le insicurezze emotive non possono, e non potranno MAI, essere soddisfatti dalle innumerevoli invenzioni che, oggi, nel secondo decennio degli anni 2.000, il progresso tecnico e scientifico mette a disposizione di tutti noi, grandi e piccoli.

Non voglio assumere la veste del “grillo parlante” che redarguisce Pinocchio: so che è finito il tempo delle favole, e siamo costretti a dibatterci fra i mille problemi che la vita immancabilmente ci propone, e, d’altronde, anche io mi affido al mezzo “virtuale”, gentilmente concessomi, per diffondere le mie riflessioni.

Voglio, però, esortare all’attenzione e all’ opposizione a tutto ciò che può portare devianze nella unità biopsichica dell’uomo, e che può nuocerne e destabilizzarne l’essenza.

Provo a spiegarmi con maggiore chiarezza.

Il progresso tecnico e scientifico ha ormai raggiunto livelli così alti ed inarrestabili che talvolta sembrano superare lo stesso ingegno umano che l’ha generato: ci troviamo di fronte ad una specie di reazione a catena, ad un’esplosione illimitata che non conosce freni e che, nostro malgrado, ci coinvolge tutti quanti…

Allora mi ritrovo a riflettere per operare delle scelte e per farvene partecipi.

È GIUSTO che i tempi si rinnovino e cambino e che ciascuno, pur inserendosi nella dimensione della virtualità, avanzi nella sua corsa verso quei traguardi che lo portano alla conquista del benessere e della felicità personale… NON È GIUSTO, secondo me, robotizzarsi, disumanizzarsi, perdere cioè gli aspetti autentici ed originali del nostro essere UOMINI, non a caso posti all’apice della scala degli esseri viventi.

Oggi mi pare di essere entrati in una dimensione nuova, in cui si è acquisita una diversa concezione della vita, secondo la quale l’approccio interpersonale si concretizza prevalentemente attraverso la comunicazione a distanza, servendosi di messaggi talvolta crudi e freddi, deprivati delle prerogative essenziali di quella sfera emotiva che pur rientra nell’unità e nell’unicità della persona umana.

Mi chiedo:

  • è opportuno assistere allo spettacolo di un gruppo di giovani, tutti riuniti nello stesso ambiente, ma ciascuno immerso nel suo mondo virtuale, a cui accede attraverso uno smartphone, e pertanto mille miglia lontano dal contesto in cui si trova?

  • ed ancora: è opportuno il comportamento di qualche membro di un’ipotetica famiglia che non riesce a provare la gioia della condivisione del pasto, che si isola nel suo “portale tecnologico”, dissacrando e violando la sede precipua della relazionalità e dell’affettività?

  • E non saprei proprio definire colui che, volendo interloquire con una persona che non gli è congeniale, varca i limiti della buona educazione e si esprime in modo poco corretto, semplicemente perché non sta guardando il suo avversario negli occhi e non può coglierne le sfumature, ma tiene in mano e dà voce ad un cellulare che, sarà anche l’espressione massima della tecnologia moderna, ma che è, e resta sempre un oggetto, una COSA…

  • A questo punto ricordo che tutti nella vita siamo chiamati ad essere “educatori”, perché è insita nella natura umana la peculiarità di aiutare a crescere e di rendere migliore “l’altro”, colui a cui vogliamo bene o che comunque appartiene ad una cerchia, più o meno vasta, di conoscenze… e ricordo inoltre che il miglior metodo d’insegnamento consiste nell’offrire agli altri l’esempio della propria condotta di vita.

Quindi, cari lettori, invito voi e me stessa a non degradarci, ma a discernere tra ciò che è BENE e ciò che non lo è… e che potrebbe depistare il modo di dare un senso vero alla vita.

Ben vengano smartphone e social network e quant’altro… ma vi prego, non DISUMANIZZIAMOCI e FACCIAMONE esclusivamente BUON USO!

Con l’affetto di sempre, la maestra Anna Bono

[redazione]

3 pensieri riguardo “CI STIAMO DISUMANIZZANDO?

  • 21 giugno, 2016 in 00:02
    Permalink

    Tra i banchi di scuola sei stata una grande maestra,di quelle che non si dimenticano perché maestre di vita…

    Risposta
  • 21 giugno, 2016 in 07:57
    Permalink

    Educare significa…
    Il fanciullo non è un vaso da riempire, ma una fiammella da accendere. Tema del mio concordo magistrale del 1957, vinto al primo colpo.

    Risposta
  • 22 giugno, 2017 in 10:36
    Permalink

    Carissima Anna,
    leggo con piacere le tue acute riflessioni e estendo l’indagine. Le contraddizioni dell’esistenza sono tante: la tecnologia dovrebbe essere al servizio dell’uomo e spesso l’uomo diventa dipenente, quasi schiavo. E andiamo nella patologia, direi nell’ossessione, si vive per lo Smartphone e per tante altre cose a discapito della cura di se’ e del rispetto per gli altri.

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: