Campobello. Dopo il lockdown la speranza della rinascita

Penso di essere voce della comunità e di interpretare in questo momento i sentimenti di tutti, in un tempo così particolare. Il 14 giugno 2020 , abbiamo celebrato la solennità del Corpus Domini. È sicuramente una delle solennità più sentite, sia per il suo valore ecclesiale, sia per il suo carattere popolare che fa un tutt’uno con il significato liturgico della solennità. È consuetudine infatti, prolungare la celebrazione eucaristica, con una processione liturgica: il Santissimo Sacramento attraversa le vie del paese, cosparse di fiori, in segno di benedizione. Ci si sofferma in Adorazione presso gli altari allestiti da alcune famiglie, per rendere onore a Gesù sacramentato. Quest’anno viste le nuove disposizioni in merito all’emergenza sanitaria per arginare il contagio dal coronavirus, lo svolgimento della celebrazione ha assunto un aspetto diverso: è mancato a tutti certamente il passaggio di Gesù Eucaristia per le vie del paese, ma ció non ha ridotto la solennità della festa. Da pochi giorni abbiamo ripreso con grande gioia a ripopolare le chiese, partecipando alle celebrazioni liturgiche, attenendoci scupolosamente alle norme igienico sanitarie, nel rispetto e nell’interesse di tutti. È stato un tempo incerto, di prove, di smarrimenti, sicuramente nuovo per tutti; un tempo per noi fedeli, caratterizzato dall’assenza: assenza di relazioni immediate, di segni, assenza del pane eucaristico. In un tempo di solitudine la comunità non è rimasta sola. Ringraziamo il nostro parroco don Nicola Patti per essere stata presenza costante in questo tempo di assenza. Con il passare delle settimane, sono sorti momenti e iniziative grazie all’uso dei social: tantissimi i momenti in streaming, per mantenere i contatti tra i membri della comunità e non lasciare soli i fedeli, assicurando la continuità della preghiera e l’annuncio della Parola in un tempo  forte come quello della Quaresima. Il 12 marzo 2020 il nostro parroco parla per la prima volta alla comunità attraverso una diretta facebook, esprimendo tutta la propria commozione per una situazione alquanto insolita: “Carissimi parrocchiani, mi trovo in Chiesa Madre a porte chiuse e vi ho pensato. Dopo qualche giorno in cui non possiamo accedere ai sacramenti penso che vi manchi la comunità, vi mancheranno i sacramenti e il Signore; anche voi mi mancate, perché celebrare la messa da solo non è una cosa molto bella”. Don Nicola in quel momento si trova ai piedi della Vara e ci invita a stringerci attorno al Santissimo Crocifisso. 
Sono stati veramente tanti i momenti intensi di preghiera vissuti in streaming: l’Adorazione eucaristica, la liturgia della parola, la celebrazione eucaristica, la recita del Santo Rosario, la Via Crucis, l’Angelus, l’Atto di affidamento della città di Campobello a San Vito, nostro patrono,  la recita della coroncina della Divina Misericordia, il Triduo Pasquale, le meditazioni sui testi delle Apparizioni di Maria a Fatima, la celebrazione  eucaristica presieduta da mons. Mogavero il 13 maggio. Appuntamenti tanto attesi e seguiti dalla comunità. Non sono mancati altri momenti in cui la comunità ha abitato gli spazi virtuali con la creazione di appositi video. La corale Semì Luppino ha offerto un omaggio alla città con il canto del Padre Nostro, voce di tutti in quel momento di smarrimento. La corale Madonna di Fatima ha elevato, con il canto, una lode a Maria. I ragazzi del coro Pueri cantores hanno realizzato un video frutto della loro creatività. Nell’ambito del progetto “La carità è festa”, della Caritas dell’Unità parrocchiale, gli operatori  hanno animato il Santo Rosario in video conferenza, durante il  mese mariano; così come hanno fatto  gli animatori della Madonna di Fatima e dell’Azione Cattolica: un appuntamento quotidiano tanto atteso dalle famiglie. 
Grande entusiasmo e impegno da parte di alcune catechiste che hanno continuato a guidare i bambini e i ragazzi attraverso  incontri in video conferenza. Entusiasta la risposta  dei ragazzi che hanno espresso la loro interiorità con la realizzazione di lavoretti (riflessioni, disegni, etc.) con i quali si sono realizzati dei video settimanali. Grande rammarico da parte delle famiglie e dei ragazzi per la momentanea sospensione delle celebrazioni delle prime comunioni e delle cresime. 
Il gruppo del Rinnovamento nello Spirito è rimasto unito in preghiera attraverso le dirette dell’Adorazione eucaristica itinerante, organizzate dal movimento a livello nazionale. 
In videoconferenza si è riunito il consiglio pastorale, i gruppi e i servizi parrocchiali per la catechesi, la liturgia e la carità, l’annuncio. Il parroco ha poi visitato in video conferenza le associazioni e i gruppi ecclesiali. Insomma una comunità rimasta in cammino nonostante i limiti e le difficoltà del tempo. Gli operatori della Caritas hanno cercato di prestare il proprio servizio presso i centri di ascolto parrocchiali, rimodulandoli alla situazione contingente, con le opportune precauzioni. Molte le operazioni di intervento  sul territorio: è stato attivato un numero telefonico per un supporto di ascolto e accompagnamento spirituale, è stato garantito un servizio domiciliare di consegna di beni di prima necessità, si è rafforzato il progetto “Lotta allo spreco” in collaborazione con la Fondazione San Vito Onlus, al quale hanno aderito oltre al supermercato Eurospin (con cui era già in atto un protocollo per la solidarietà prima del tempo dell’emergenza sanitaria), Punto Gnam di Fabiana Di Stefano, Risparmio Supermercati Srl di via Vitt. Emanuele II, ADC supermercati, Panificio e salumeria da Vanessa e Matteo, Farmacia Moceri Rocco, Farmacia Tummarello, Farmacia Gerlando Pace. Un ringraziamento è dovuto ancora all’azienda agricola di Giambanco Maria Grazia, per una generosa donazione di limoni, alla ditta Passanante bibite, per una donazione di bevande, alla ditta “Idea infissi” di Mangiaracina Rosario per la donazione di mascherine. Uno speciale merito va attribuito a tante famiglie campobellesi che non sono rimasti indifferenti alle necessità legate all’emergenza sanitaria, donando pacchi alimentari e buoni spesa. Un gesto di grande sensibiltà per i nuclei familiari più disagiati e di coloro che si sono ritrovati, da un giorno all’altro, senza un reddito sufficiente. 
Cosa resterà nei libri di storia di questo capitolo del coronavirus? Resteranno immagini, momenti, scelte, lutti, fatti che resisteranno al passare del tempo; ci sono le cronache di una pandemia che non sembra ancora terminare, ci sono i segni di speranza e di una umanità in cerca di una promessa, ci sono speranze ed energie per la ricostruzione di un futuro. Resterà certamente l’immagine di papa Francesco solo in piazza San Pietro, una piazza mai così deserta e, al contempo, mai così simbolica. Cosa resterà di questi giorni? Sicuramente le nostre scelte e il contributo che ognuno di noi avrà saputo dare. Non possiamo certamente tirarci indietro alla richiesta di corresponsabilità a cui il Signore ci chiama oggi. Noi cristiani, così come ha suggerito il nostro vescovo, il 15 giugno scorso, alla Presentazione degli Orientamenti Pastorali del Piano 2020-2021, siamo chiamati a dare una lettura e a cogliere i messaggi che Dio ci sta inviando, per saper vivere una progettualità pastorale in cui “niente sarà più come prima”. Il nostro vescovo non ci lascia soli in questo tempo di transizione, le coordinate di questa progettualità sono:” La reimpostazione della vita e l’apertura di spazi nuovi” (come ci esorta Papa Francesco) nella logica del servizio e nello stile della Chiesa del grembiule (immagine tanto cara a mons. Tonino Bello). Il tempo della pandemia ha mostrato per certi versi, la vera identità di noi cristiani; come dice il nostro vescovo ha “svelato la reale consistenza di molte grandezze apparenti”.  
II vescovo propone il modello della “comunità alternativa”, cioé una comunità basata sul Vangelo, che si colloca in una società frammentata, dalle relazioni deboli, fiacche, funzionali, spesso conflittuali (Cfr. card. Carlo Maria Martini). Credo sia un appello alle nostre coscienze, a quante volte abbiamo fatto della fede un semplice uso e costume della società, a tutte le volte che per  superficialità non abbiamo interiorizzato la Parola e abbiamo preferito l’apparire, all’essere. È vero, spesso le nostre comunità sono  funzionali, ma troppo conflittuali, poca reciprocità di relazioni, soppiantati da cammini individualisti. Pecchiamo a volte di poca docilità allo Spirito, che amorevolmente osa condurci  verso, sempre più attuali, dinamismi pastorali. Siamo chiamati a sganciare il “pilota automatico” (sono ancora le parole di papa Francesco). Un invito a uscire dal nostro tran-tran, dal dire si é sempre fatto così. Nascono nuove esigenze, ossia motivazioni sicuramente diverse, per portare avanti la nuova evangelizzazione. Una comunità che sappia cogliere il meglio che emerge dal cuore dell’uomo e dalla società. 
Il vescovo sottolinea che non possiamo soffermarci ai numeri, che risultano  essere irrilevanti, vista l’inconsistenza della testimonianza di fede, nei vari percorsi pastorali. Oggi é il tempo di cambiare, é il kaioros, il tempo propizio di Dio, il tempo di saper essere cristiani veri e autentici.  Cristiani  che sanno guardare al passato e rilanciare il futuro, attraverso la solidarietà e la condivisione, l’annuncio della Parola di Dio, la Grazia, la cura e il servizio alle fragilità. Sono appelli importanti che il nostro vescovo lancia al suo piccolo gregge, dopo questo tempo assai incerto; interroghiamoci.
Nota positiva è il movimento di carità cristiana  che ha superato ogni ragionevole previsione, segno di una Chiesa che sa vivere di rapporti autentici di prossimità. 
Certa, che sapremo fare memoria di questi momenti e tesoro di questi nuovi indirizzi pastorali, mi avvio alla conclusione con una riflessione di San Paolo:” Non mentitevi gli uni agli altri. Vi siete spogliati dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine del Creatore”( Col 3,9-11).
Solo da persone nuove, nella gioia di un cammino sinodale, potremmo comunicare  agli altri la gioia di essere figli di Dio, la forza trasfigurante della fede. Allora  veramente, “il deserto fiorirà”.
Rossella Leone
(segretaria del Consiglio dell’Unità  Pastorale di Campobello di Mazara)

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